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Le due facce del neo Presidente del Consiglio

Monti, salvatore della patria o distruttore del welfare?


Monti, salvatore della patria o distruttore del welfare?
14/11/2011, 11:11

In questi giorni si discute tantissimo della posizione di Mario Monti. Perchè l'incarico è stato dato a lui? Un uomo che fa parte della Commissione Trilaterale (una commissione finalizzata all'espansione del liberismo economico nel mondo) e del gruppo Bilderberg (insieme a decine di grossi imprenditori, politici, ecopnomisti e banchieri) e che è stato advisor della banca d'affari Goldman Sachs, che farà dell'Italia?
Innanzitutto, vediamo di chiarire alcuni punti. Il primo è che comunque per ora un passo avanti è stato fatto: siamo passati dal sicuro default a cui ci aveva condannati SIlvio Berlusconi ad un default tutto da discutere. Per usare una metafora. prima eravamo sull'orlo del burrone, appoggiati solo sui tacchi delle scarpe, perchè il resto del piede era nel vuoto. Adesso siamo sempre sull'orlo del burrone, ma almeno abbiamo messo dentro mezzo piede.
Quindi adesso tocca ai nostri politici far vedere che la loro intenzione è portare l'Italia in una zona più sicura. Infatti, resta un punto fondamentale: il governo Monti potrà agire solo se Pd e Pdl andranno insieme. E qui sorge il problema, perchè ogni volta che hanno fatto qualcosa di bipartizan, ne sono usciti fuori degli inciuci terrificanti per la popolazione italiana: dalla Bicamerale di D'Alema a diverse norme a favore di chi commette reati alle recenti approvaioni lampo di tre manovre che hanno pesato e peseranno sulle tasche degli italiani per oltre 100 miliardi.
Quindi speranze ridotte a zero? Non è detto. E' chiaro che non si può mettere la mano sul fuoco per nessuno dei nostri politici, il rischio di bruciarsela è vicina al 100%. Tuttavia c'è sempre la speranza che una buona guida permetta all'Italia di agire per il meglio. Un po' come successe con i due governio Prodi: per carità, di leggi sbagliate ne fecero e parecchie, ma sul piano economico contruibuirono parecchio a risanare i conti pubblici. Certo, si può sostenere che venen fatta una privatizzazione frettolosa di diversi assets pubblici (Telecom, Enel,ecc.) che permisero ai soliti noti di acquisire la proprietà o comunque un potere di rilievo in queste aziende pagando meno del loro valore reale. Ed è una obiezione tutt'altro che infondata. Ma anche quella scelta, per un Paese che aveva come oggi il debito oltre il 120% del Pil e che era appena stato vittima di un attacco speculativo sui mercati finanziari, che ci aveva costretto ad abbandonare lo SME, era abbastanza obbligata. E i risultati ci furono: in soli 5 anni (dato che l'attività di Prodi in parte venne poi portata avanti dai governi D'Alema ed Amato)il debito pubblico scese dal 121 al 105%, mentre il Pil nel 1999 arrivò al 3% (una performance che l'Italia non vedeva da oltre 10 anni e che non ha più visto dopo) e nel 2000 al 2 e qualcosa per cento.
Se Monti raggiungesse simili risultati, non credo che ci sarebbe molto da criticarlo.
 

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di Antonio Rispoli
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