Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Ma i comuni non ci stanno: "E' la fine del federalismo"

Napolitano firma la manovra finanziaria, Tremonti la difende


Napolitano firma la manovra finanziaria, Tremonti la difende
06/07/2011, 15:07

ROMA - Come previsto, nessuna obiezione da parte del Quirinale al decreto legge contenente la manovra finanziaria fino al 2014. Come annunciato dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, Napolitano ha firmato il decreto oggi e questa sera il provvedimento sarà in Gazzetta Ufficiale.
Una manovra che Tremonti ha fortemente difeso davanti ai giornalisti presenti alla conferenza stampa (quella che doveva svolgersi ieri e che è stata annullata per la presenza della norma "salva-Fininvest"), sostenendo che si tratta di una manovra che cambia i rapporti all'interno dello Stato. Infatti secondo il Ministro ci sono tagli eccezionali ai costi della politica, mai fatti primi. E i risparmi così ottenuti serviranno a finanziare un fondo per il Terzo Settore, che così godranno di maggiori fondi. Ma si tratta di risparmi che partiranno dalla prossima legislatura.
Poi ci sono "14 punti", ha specificato Tremonti, di sviluppo economico che non sono stati volutamente contabilizzati nelle prospettive di crescita del Pil italiano ma che permetteranno al Paese di crescere. E, sottolinea il Ministro, i giornali non ne hanno parlato. "Per esempio dei distretti turistici si è parlato solo relativamente alle spiagge mentre in Inghilterra c'è un acceso dibattito sulle zone a burocrazia zero". Infine ha garantito che grazie a questa manovra nel 2014 verrà raggiunto il pareggio di bilancio.
La prima reazione è stata quella di Comuni, Province e Regioni, ed è stata una reazione fortemente negativa. E curiosamente è toccato ad uno dei fedelissimi di Berlusconi, Osvaldo Napoli, attaccare il governo, nella sua qualità di Presidente dell'Anci: "Riteniamo questa manovra fortemente iniqua. Questa manovra mette la pietra tombale sul federalismo e sulla nostra collaborazione al processo di riforma. Non siamo più disposti a parlare di fabbisogni standard o di federalismo demaniale nel momento in cui si configura un nuovo centralismo che mette le manette ai Comuni". Non diversamente hanno reagito Province e Regioni, chiedendo la convocazione in tempi brevi della conferenza unificata con la presenza del Ministro dell'Economia.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©