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"Il mondo è cambiato, l'Italia illusa nei decenni"

Napolitano: L'eurozona non può essere risparmiata da crisi


Napolitano: L'eurozona non può essere risparmiata da crisi
23/11/2010, 18:11

ROMA – Nessuno scontro per i Paesi dell’eurozona. “Abbiamo da fare i conti con una riduzione, cui non possiamo sfuggire, del nostro debito pubblico nell'interesse, soprattutto, delle nuove generazioni, sulle cui spalle non abbiamo diritto di scaricare un simile peso”. La consegna al Quirinale dei premi Vittorio De Sica e l'incontro con il mondo della cultura e dello spettacolo, che ieri ha manifestato contro i tagli alle risorse, sono l'occasione per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per tornare a parlare dei temi della crisi economica. L'Italia, come altri paesi ricchi, ha vissuto spesso al di sopra delle sue possibilità ma, osserva il presidente, “il mondo è cambiato e non ci sono sconti e vie d'uscita indolori per paesi - dell'eurozona, ad esempio, lo stiamo vedendo - che hanno conosciuto una illusoria troppo facile crescita negli scorsi decenni”. La crisi economica internazionale “ci impone di ripensare molte cose in Italia e in Europa, anche per come siamo cresciuti finora, spesso al di sopra delle nostre possibilità nei paesi ricchi, ricchi nel contesto mondiale, per quanto segnati a loro interno da squilibri e iniquità”. “Le prove e le sfide attraverso cui passerà il futuro dell'Italia richiedono revisioni rigorose nella spesa pubblica – sostiene ancora il capo del Quirinale – Dobbiamo discuterne seriamente e trovare nuova vie per il nostro sviluppo economico e sociale”. Ciò impone di “ripensare molte cose, in Italia e in Europa, anche per come siamo cresciuti finora, spesso al di sopra delle nostre possibilità, nei paesi ricchi; ‘ricchi’ -osserva significativamente Napolitano - nel contesto mondiale, per quanto segnati al loro interno da squilibri e da iniquità. Il mondo è cambiato e non ci sono nè sconti nè vie d'uscita indolori per paesi, come ad esempio quelli dell'Eurozona, che hanno conosciuto negli scorsi decenni una illusoria e troppo facile crescita”.

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di Davide Gambardella
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