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NASCE LA C.A.I. NUOVA COMPAGNIA DI TRASPORTO AEREO


NASCE LA C.A.I. NUOVA COMPAGNIA DI TRASPORTO AEREO
13/01/2009, 10:01

 

ACCORDO TRA LA NUOVA ALITALIA ED AIR FRANCE, NASCE UNA NUOVA COMPAGNIA AEREA.

 

Con l’annuncio del Consiglio di Amministrazione della C.A.I., che ha accettato l’offerta di Air France, si conclude una lunga e complessa vicenda finanziaria, che ha portato alla privatizzazione della Compagnia di trasporto aerea italiana.

Ora che tutto è compiuto, possiamo tentare un bilancio politico ed economico di questa vicenda in cui tutti hanno giocato, a nostro avviso, una partita senza regole e senza strategia.

Fin dall’inizio di questa vicenda, avevamo apprezzato il lavoro di Tommaso Padoa Schioppa, ministro del Tesoro del Governo Prodi, proprietario della maggioranza delle azioni dell'Alitalia. Di fronte alle continue perdite della Compagnia di bandiera italiana, che non potevano essere più ripianate dallo Stato, secondo le regole della concorrenza della Unione Europea, fu deciso la vendita di Alitalia al miglior offerente. Il principio che guidava quella impostazine era una visione europea del trasporto aereo, una chiara percezione della crisi economica già in atto negli Stati Uniti, la necessità di rimettere in sesto i conti dello Stato per non essere messi ai margini del sistema economico e monetario dell’Euro.

Dopo una lunga fase di preparazione del sistema di regole che dovevano garantire la trasparenza della vendita della Compagnia, rimase sul tavolo una unica richiesta di acquisto che era concreta e credibile: Air France.

La Compagnia francese, aveva già comprato le compagnie aeree: KLM, Sabena ed Air Swiss e si presentava come il più grande vettore europeo, in grado di reggere la concorrezza con le grandi compagnie americane ed asiatiche. L’offerta prevedeva il mantenimento del nome della nostra società, il versamento di 4,7 miliardi di Euro allo Stato per il pagamento della Compagnia, investimenti in 5 anni di altri 5 miliardi di euro per rinnovare la flotta ed adeguare gli standard del trasporto per reggere la concorrenza internazionale. I dipendenti dell’Alitalia sarebbero diminuiti di circa 2000 unità, che potevano essere seguiti dagli ammortizzatori sociali e per alcuni, mobilità e prepensionamento.

Questo accordo fu osteggiato dal centro destra, dai sindacati, senza nessuna esclusione, dagli imprenditori e dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia per il problema di Malpensa.

La nuova Alitalia parte con una società formata da 16 imprenditori, di cui ognuno è proprietario del 4,52% delle azioni, Air France ne possiederà il 25% e sarà il socio di maggioranza con un diritto di opzione all’acquisto delle altre quote, quando saranno passati i 5 anni previsti dall’accordo tra il Ministero e C.A.I. per la cessione della Compagnia di Bandiera. L’Air France per questa operazione pagherà 300 milioni di Euro, giusto la cifra che C.A.I. deve versare come anticipo dell’acquisto di Alitalia. Lo Stato italiano incasserà da questa operazione 1.150 milioni di Euro. In questa operazione scompare anche Air- One, che sostenuta da Banca Intesa era una delle società che concorreva per l’acquisto di Alitalia. Nel corso di questi mesi abbiamo assistito anche al salvataggio di questa Compagnia privata, che era sull’orlo del fallimento. Il numero dei dipendenti che saranno espulsi dalla società sono attorno ai 7.000 e lo Stato si è fatto carico di sostenere onerose pratiche di ammortizzatori sociali che in molti casi raggiungeranno i 7 anni.

L’Alitalia, effettuava, ogni giorno ben 1050 voli, la nuova Compagnia ne effettuerò 670, con una perdita del 36% . I voli eliminati sono quelli che avevano per partenza: Napoli Capodichino, Bari , Lamezia Terme. Palermo, Catania ed isole minori. L’intero Sud viene tagliato fuori dal traffico aereo nazionale ed europeo e non si è sentita una voce a tale proposito.

Il problema Malpensa non sarà risolto dalla nuova società aerea che avrà come sede di riferimento Roma Fiumicino. In questa vicenda non si tiene conto dei piccoli aeroporti come Bergamo, Bologna, Ronchi dei legionari ed altri che venfono di fatto declassati e diventano strutture di secondo livello.

Questi sono i dati che si riferiscono a questa vicenda Alitalia, in cui le parole spese dai politici rappresentano un esercizio di pura demagogia. Parole vuote utilizzate a raccontare situazioni inesistenti. Il Governo Berlusconi è riuscito a scontentare tutti, tranne sedici imprenditori e i responsabili di Banca Intesa, che altrimenti si sarebbero trovati a fronteggiare una crisi tanto grave quanto dai risvolti imprevedibili.

Sono ancora in atto scioperi e proteste da parte dei lavoratori, ci sono ancora disagi per i cittadini che devono sostenere con una tassa aeroportuale i costi di questa operazione. Il dolore, i disagi, le ansie non sono state evitate, mentre in questa vicenda si è consumata molta credibilità delle istituzione del trasporto italiano, che si sono dimostrate incapaci di reggere una complessa procedura di dismissioni industriale come quella che abbiamo vissuta in questi mesi.

Nei prossimi giorni, esamineremo con maggiore attenzione tutti gli aspetti di questa vicenda, simbolo di un Paese alle prese con una profonda crisi di trasformazione.

La vicenda Alitalia è stata vissuta dalla opinione pubblica dentro quella cappa di insicurezza e paura che è stata ampiamente agitata dalla destra politica e dalla Lega, in queste condizioni ha vinto ancora una volta la furbizia degli imprenditori italiani, che sono senza una visione strategica, non hanno come obiettivo il bene comune e non pensano allo sviluppo.

Una sola amara constatazione : una persona onesta, competente e per bene comune come Padoa Schioppa, non è valorizzato nel nostro Paese. Gli stessi italiani che oggi si lamentano della conclusione della vicenda Alitalia dimenticheranno presto questa situazione.


 

 

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di Raffaele Pirozzi
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