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Bisogna aver lavorato 870 ore in 6 mesi per 600 euro

Nel gruppo Fiat i premi di produzione vanno solo agli uomini


Nel gruppo Fiat i premi di produzione vanno solo agli uomini
15/03/2012, 09:03

MODENA - Come denuncia Il Fatto Quotidiano, continuano le proteste all'interno del gruppo Fiat, per le storture contenute all'interno di quell'obbrobrio giuridico che è il cosiddetto "accordo di Pomigliano". L'ultimo problema, in ordine di tempo, riguarda le lavoratrici, che dovranno scegliere se avere una vita in casa o rimetterci del denaro. Infatti, il premio di produzione (600 euro annui, 50 euro al mese, una vera miseria, ma che serve ai lavoratori che hanno stipendi miseri) verrà dato solo a coloro che lavoreranno almeno 870 ore nel primo semestre del 2012. Questo significa che le lavoratrici devono rinunciare alla possibilità di avere il congedo di maternità, o il congedo parentale o i congedi previsti dalla legge per assistere anziani o figli disabili. Se non vi rinunciano, le possibilità di raggiungere il tetto sono minime o pari a zero (nel caso del congedo per maternità) e quindi devono rinunciare anche ai 600 euro.
Una situazione che ha provocato molto malumore all'interno della società, tanto che nei giorni scorsi alla Ferrari, alla Maserati e in altre società del gruppo Fiat Industrial sono state raccolte 205 firme di donne che protestano per questa norma palesemente discriminatoria. Inoltre le operaie della Fiom hanno scritto al Ministro Elsa Fornero, chiedendo di intervenire. Pare che il Ministro abbia risposto promettendo di interessarsene. Ma si sa quanto valgono le promesse di un politico, anche quando è un "tecnico".
Resta il problema di base: ricattando i lavoratori, Marchionne è riuscito a far approvare alla maggioranza dei lavoratori delle proprie fabbriche un accordo - chiamiamolo così, anche se il termine esatto è "diktat" - estremamente pesante, che li priva di ogni diritto. E questo con l'appoggio esplicito non solo del governo Berlusconi, ma anche dell'Udc, di gran parte del Pd e dei sindacati, esclusa la Fiom. Ed è ovvio che ora le conseguenze colpiranno in maniera sempre più violenta i lavoratori, esattamente come previsto sin dall'inizio.

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di Antonio Rispoli
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