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L'Ocse sottolinea gli sforzi fatti nel 2011 e 2012

Nel rapporto ''Going for Growth'', i consigli per l’Italia


Nel rapporto ''Going for Growth'', i consigli per l’Italia
15/02/2013, 13:03

ROMA - La fotografia scattata dall'Ocse sull'Itala nel rapporto ''Going for Growth'', rivela che nel nostro Paese,   il Pil procapite ha continuato a scendere e  nonostante l'aumento della intensità  del capitale, la produttività  del lavoro ha avuto una scarsa crescita e  il grado di utilizzo della forza lavoro resta basso. L'Ocse sottolinea gli sforzi fatti dal governo nel 2011 e 2012, ''come nella regolazione del mercato dei prodotti, l'introduzione di alcune liberalizzazioni nel settore dei servizi e la riforma del lavoro che può incoraggiare gli investimenti e la crescita della produttività''. Tra le raccomandazioni per il 2013, c'e' l'invito a proseguire la riduzione degli squilibri nel mercato del lavoro dove convive un modello duale: da una parte lavoratori altamente protetti, dall'altra lavoratori che godono di minori protezioni. L'Ocse raccomanda di ''proseguire la riforma del mercato del lavoro con maggiore flessibilità  in entrata e in uscita, riducendo il ricorso ai contenziosi legali, il tutto sostenuto però da una più  ampia rete di protezione sociale''. Necessario anche migliorare l'efficienza e l'equità  nel sistema scolastico, soprattutto nella scuola superiore. Per quanto riguarda  gli studi universitari viene consigliato un aumento delle tasse universitarie insieme a un sistema di prestiti per gli studenti con basso reddito. Sul piano fiscale, l'Ocse lamenta l'eccessivo peso della tassazione sugli stipendi più  bassi, ''quando la situazione lo permetterà, bisognerà ridurre la tassazione diretta sul lavoro''. Sempre sul fronte fiscale, va proseguita la lotta all'evasione, ''ridotti gli incentivi e le distorsioni'' che favoriscono l'elusione e ''va riaffermato un forte impegno contro i condoni''. Infine, per quanto riguarda la riduzione delle barriere alla competizione, l'Ocse invita a proseguire sulla strada delle privatizzazioni rescindendo i legami tra gli enti locali e le società  fornitrici di servizi. Sulla giustizia vanno ridotti i tempi, soprattutto di quella civile.

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di Rosario Scavetta
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