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Passera : “Alle grandi reti, vietati favori”

Nessuna asta per le frequenze Tv


Nessuna asta per le frequenze Tv
07/01/2013, 10:22

ROMA - Il ministro Corrado Passera voleva mantenere fede alla sua promessa in riferimento all'asta delle frequenze tv, ma così non sarà. Ancora una volta l’agognata asta si perde nei meandri della burocrazia e di intromissioni vecchie e nuove. A scontrarsi, adesso, ci pensano tre editori. I personaggi in scena sono Rai, Mediaset e Telecom, ambientazione due Stati esteri. Durante il passaggio al digitale terrestre, la Rai riceve, grazie al ministero, alcune frequenze per trasmettere regolarmente alle regioni che si estendono verso l’adriatico. Tuttavia, qualcosa non torna ed i ripetitori invadono con il proprio segnale parte del territorio croato, del Montenegro, qualche volta anche parte della Slovenia. Immediatamente giungono accuse di inidoneità delle frequenze e si prospetta la faccenda al Tar. Nonostante la palese ragione attribuita alla Rai, l'assegnazione del segnale non viene ancora concessa, bisognerà attendere il decorso legale del processo. Tuttavia, Viale Mazzini non ci sta e provvede al ricorso, facendo domanda di nuove frequenze capaci di non interferire, come precedentemente era accaduto. Le suddette frequenze andranno escogitate da quella miracolosa asta che il Ministro attende di fare in cambio di un incasso di 1,2 miliardi. Intanto, bisogna ricordare che anche Mediaset riceve delle frequenze ed anche Telecom Italia per conquistare il digitale terrestre nell’isola sicula, con continue interferenze che invadono altre onde vicino a Malta la quale sbotta davanti all'Rspg, , all'Unione internazionale delle tlc (l'Itu) ed al Garante per le Comunicazioni (l'AgCom). Precedentemente alla stesura delle norme che regoleranno l'asta, la quale concederebbe la possibilità di sistemare sei reti nazionali, vi è stato da parte del Garante la possibilità di confrontarsi. Non c’è stato molto da attendere, ed è arrivato un dossier dettagliato di contestazioni da parte di Malta, appunto, e dalla Croazia. Intanto, Mediaset e Telecom Italia per arginare la faccenda sono pronti a spegnere i ripetitori. In cambio, si fa richiesta di frequenze più adeguate. Si dovrà attendere la decisione del governo che vorrebbe concludere la faccenda prima delle elezioni politiche. Tale problema è un’eredità poco gradita non del governo tecnico, ma dell’ex Premier, situazione mai sciolta e rimandata continuamente. Intanto, dal ministero dello Sviluppo economico fanno sapere che le richieste di Rai, Mediaset e Telecom Italia , per frequenze adeguate che non invadano territori stranieri, sono respinte, l’unica certezza è che non sarà intaccato il patrimonio di canali che deve andare all'asta, nessun privilegio per le grandi reti. Per risolvere la faccenda, ci sarà, tra le grandi reti e  frequenze, altra soluzione a cui agganciarsi, concludono.

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di Rosa Alvino
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