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Rischia di crearsi un buco di 600 milioni di euro

Niente decreto attuativo, rischia di saltare l'Imu alla Chiesa


L'edificio del Ministero dell'Economia
L'edificio del Ministero dell'Economia
05/09/2012, 09:01

ROMA - Va a rilento, il Ministero dell'Economia, nel preparare i decreti attuativi delle poche leggi (o meglio, decreti legge convertiti in legge a colpi di fiducia) fatte da questo governo. Ed uno dei più importanti riguarda il metodo di calcolo dell'Imu sui beni non legati al culto di proprietà della Chiesa. Una iniziativa presentata con grande enfasi nel febbraio 2012 al Senato ed approvata all'interno del decreto Crescitalia, che però è ancora ferma al palo. 
In particolare il decreto dovrebbe stabilire le modalità di calcolo della tassa di quelle attività miste religiose-commerciali, delle scuole e degli ospedali gestite da organismi e società legate al Vaticano. Il Ministero non sembra avere fretta, come dimostra la spiegazione che danno. "Il ritardo si deve all'esame complesso della materia. Ma questo non pregiudica la corretta applicazione della norma, anche perché la scadenza della prima rata è il 16 giugno 2013". In realtà il pagamento nel 2013 si fa sulla base della documentazione presentata entro la fine del 2012. E non si può presentare nessuna documentazione senza ild ecreto attuativo. E quindi mancano solo 3 mesi, prima che salti il pagamento dell'Imu alla CHiesa, il che significherebbe uin danno di circa 600 milioni per le casse dello Stato. Cifra che comunque viene contestata dalla Cei, che ritiene di non dover pagare nulla neanche per le attività commerciali legate alla CHiesa. 

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di Antonio Rispoli
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