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Gurria: "Serviranno nuove manovre"

Ocse: bene riforma lavoro, ma sfide spaventose

I sindacati: necessarie modifiche in Parlamento

Ocse: bene riforma lavoro, ma sfide spaventose
27/03/2012, 12:03

MILANO – L'Ocse,  l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, incoraggia l'Italia.  La riforma del lavoro “rappresenta un passo decisivo per affrontare i principali problemi del mercato del lavoro italiano in modo coerente”. Lo afferma il segretario generale Angel Gurria, secondo il quale questo intervento “completerà altre iniziative, come la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni, e dovrebbe consentire all'Italia di accelerare la creazione di posti di lavoro, far scendere la disoccupazione e rafforzare la crescita di lungo periodo”.

"SFIDE SPAVENTOSE" – Ma non del tutto positivo è il giudizio sull’Italia. Il nostro Paese, come altri dell’Eurozona, deve tornare a una crescita “più forte” e “migliorare la competitività”. Per questo, secondo l’Organizzazione, è necessario risolvere quelli che chiama “squilibri”, soprattutto agendo sul rafforzamento del bilancio e la diminuzione del deficit. Questa necessità è forte per paesi come la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna ma anche per l’Italia, che  è “in una migliore posizione per quanto riguarda il livello del suo deficit” ma “necessita anche di rafforzare la sua capacità di credito”. “Le recenti misure per risanare i conti prese da Grecia, Italia, Portogallo e Spagna - rileva il presidente Gurria - sono passi importanti ma le sfide restano ancora spaventose”. In più, "i Paesi che che si trovano sotto stretto scrutinio dei mercati devono rispettare i target di bilancio ed essere pronti a nuove misure di consolidamento se necessario'': è quanto si legge nell'ultimo rapporto Ocse sull'Eurozona, secondo cui ''serviranno molti anni per raggiungere un livello 'prudente' di debito/pil''.

CAMUSSO: RIFORMA DA MODIFICARE IN PARLAMENTO - Sulla riforma del lavoro che ora passerà al vaglio di Camera e Senato, il segretario della Cgil Susanna Camusso è serena. “Parto dalla dichiarazione che il presidente aveva fatto nei giorni scorsi – afferma a margine della commemorazione del professor Ezio Tarantelli  - Quella della sovranità del Parlamento e del riconoscimento del dialogo, penso che sia fondamentale. Anche perché tutto possiamo permetterci tranne che non avere il riconoscimento del ruolo legislativo del Parlamento, che non può essere in nessun modo condizionato''.
Il leader del sindacato rivela che chiederà “di intervenire sicuramente sul reintegro rispetto al tema del licenziamento economico. Ci riserviamo di rivedere il disegno di legge proprio perché non escludiamo che altri punti possano essere suscettibili di modifiche”.

ANGELETTI: ARTICOLO 18 VICENDA SIMBOLICA – Sul tema interviene anche il segretario della Uil Luigi Angeletti: per lui la vicenda delle modifiche all’art.18 ha preso una piega “simbolica e quindi politica” e o si riesce a trovare una strada in Parlamento o si arriva alla soluzione tipica italiana e “tra un anno staremo ancora a parlare di art.18”.

BONANNI: OTTIMO RISULTATO CONCERTAZIONE – Il leader della Cisl Raffaele Bonanni rivendica invece il “buon lavoro” fatto da governo e parti sociali, “abbiamo concertato alla faccia di chi dice che la concertazione è finita”. Ma rileva che c’è un problema sull'art. 18, relativo ai licenziamenti economici. "La riforma – afferma - non è credibile se si lascia intendere che attraverso il canale economico si possa inserire in modo surrettizio altri tipi di licenziamenti", ma se ''se si risolve l'ultimo problema avremo una riforma credibile e autorevole su cui governo e Ue insistono moltissimo''.

 

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di Gaia Bozza
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