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Austerity e sistema fiscale iniquo tra le cause principali

Oxfam, in Europa pochi ricchi e milioni di poveri

Anche chi ha un impiego è a rischio esclusione sociale

Oxfam, in Europa pochi ricchi e milioni di poveri
09/09/2015, 19:40

Sono sconcertanti i dati che emergono dal rapporto dell’Oxfam sulla disuguaglianza “Un’Europa per tutti, non per pochi”. L’organizzazione impegnata nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza denuncia che quasi un quarto della popolazione europea è a rischio povertà o esclusione sociale, mentre la ricchezza si concentra maggiormente solo nelle mani di pochi miliardari. Questi ultimi, precisamente, sarebbero 342 e da soli vanterebbero un patrimonio complessivo di 1.340 miliardi di euro. Al contrario, a compiere i maggiori sacrifici sarebbero ben 123 milioni di persone e l’Oxfam punta il dito soprattutto contro l’austerity e i sistemi fiscali iniqui o non sufficientemente progressivi. “In Europa, come in tutto il mondo, la povertà e l'aumento delle disuguaglianze sono l'effetto di scelte politiche troppo spesso effettuate tenendo conto dell'interesse di pochi e non di tutti i cittadini europei”, ha spiegato Roberto Barbieri, direttore di Oxfam Italia.

Il rapporto afferma che nel periodo più acuto della crisi economica, dal 2009 al 2013, il numero di persone che non hanno potuto avvalersi di un reddito sufficiente per far fronte alle spese impreviste o per pagarsi il riscaldamento è aumentato di 7,5 milioni in Europa. In Italia, nello stesso periodo, questo numero è aumentato del 5,1%, passando dal 6,4% all’11,5% e raggiungendo, in questo modo, i 7,5milioni di persone. Inoltre, bisogna tenere in considerazione il fatto che ad essere a rischio esclusione sociale non sono solo i disoccupati, ma anche coloro che hanno un lavoro. In particolare, in Italia, è a rischio povertà l’11% dei lavoratori tra i 15 e i 64 anni. Del resto, nel nostro Paese, come in Europa, la disuguaglianza è molto forte. Il 20% dei benestanti in Italia detiene il 61,6% della ricchezza nazionale netta, mentre il 20% dei più poveri ne ha appena lo 0,4%.

L’Oxfam precisa che sebbene i dati più negativi riguardino i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica, come la Grecia, l’Irlanda, l’Italia e la Spagna, la situazione sembra lentamente aggravarsi anche in Paesi come la Germania, che assieme a Cipro, Lettonia e Portogallo compare nella lista degli Stati caratterizzati da un maggior grado di discriminazione retributiva di genere. L’organizzazione attribuisce la colpa di tutto ciò all’austerity e al sistema fiscale iniquo e, sotto certi aspetti, anche facilmente aggirabile, spiegando che i tagli alla spesa pubblica, la privatizzazione, la deregolamentazione del mercato del lavoro e le altre misure recentemente adottate per arginare la crisi, in realtà, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione economica dei Paesi in cui sono state applicate.

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di Vanessa Ioannou
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