Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Pagare il debito pubblico italiano? Semplice e facile


Pagare il debito pubblico italiano? Semplice e facile
10/07/2012, 11:07

Uno degli argomenti più dibattuti quando si parla dell'economia italiana è il debito pubblico. Si dice che è insostenibile, che bisogna fare sforzi eccezionali per trovare i soldi per ripagarlo, e così via. Ma è veramente così? Esaminiamo un attimo la situazione.
In questo periodo abbiamo una massa di debito pubblico vicina ai 2000 miliardi di euro e la necessità di pagare circa 80 miliardi l'anno di interessi. Per i nostri titoli il mercato ci chiede da poco meno il 2% per i Bot a 3 mesi al 6% per i titoli a 10 anni. La durata media del nostro debito è piuttosto lunga (7 anni contro i poco più di 5 anni di Germania ed Usa), cosa che rende poco sensibile il nostro debito pubblico ad un cambio repentino dei tassi di interesse. Abbiamo inoltre un deficit annuo che è al 3% circa per il 2011, pari a circa 45 miliardi; quindi un avanzo primario (la differenza tra entrate e spese dello Stato, al netto degli interessi sul debito) di poco superiore ai 30 miliardi.
Chiedo scusa per questo elenco di cifre, ma è necessario per spiegare la situazione. D'ora in poi cercheremo di farne a meno, per rendere il discorso più fluido.
A questo punto, cosa fare per ridurre il debito pubblico? Molti economisti - appoggiati dal Pdl, dal Pd e dall'Udc - propongono la svendita del patrimonio immobiliare dello Stato oppure (il che è quasi lo stesso) far confluire tutti gli immobili dello Stato in una specie di fondo che raccoglierebbe soldi con obbligazioni garantite proprio dagli immobili suddetti. In questa maniera lo Stato raccoglierebbe - sempre secondo queste persone - intorno ai 400 miliardi, cosa che permetterebbe di far scendere ildebito pubblico sotto il 100% del Pil (ora siamo al 120%) e quindi di diminuire la spesa per interessi. In realtà è solo un patetico trucchetto contabile: si creerebbro detentori di titoli di Stato di serie A, garantiti da immobili, e detentori di titoli di Stato di serie B, non garantiti e quindi gravati da interessi altissimi. E l'aumento dei tassi di interesse mangerebbe qualsiasi guadagno fatto abbattendo il debito pubblico. Senza contare che prima o poi quelle obbligazioni garantite da immobili andranno restituite. E con quali soldi?
Una seconda linea dice invece: il debito pubblico è una truffa, è impossibile pagarlo; quindi decidiamo che non lo paghiamo e basta. Una scelta suicida: l'Italia e le imprese italiane non avrebbero più alcun credito all'estero, non potremmo importare nulla a credito; nessuno garantirebbe per noi. Insomma, significherebbe essere cacciati a calci fuori dal commercio internazionale. E non potremo procurarci denaro con nuovi prestiti, dato che a quel punto i nostri titoli di Stato sarebbero carta straccia. Insomma, una situazione da default garantito.
Poi c'è una terza alternativa, che salverebbe capra e cavoli, ma che i politici non prendono neanche in considerazione, dato che coinvolge loro in prima persona. Come abbiamo detto, il deficit per il 2011 è stato di 45 miliardi e quello per il 31 dicembre 2012 è previsto a 35 miliardi. Partiamo da questa somma. E' possibile azzerarla? Certo. Basta prendere i soldi dove ci sono. Infatti ci sono tre settori che non vengono mai toccati dalle leggi: l'evasione fiscale, la corruzione e le mafie. L'evasione fiscale ogni anno sottrae allo Stato, secondo le stime, 350 miliardi; la corruzione crea maggiori spese (soprattutto per appalti gonfiati o inutili ma ben remunerati) allo Stato per 60 miliardi; le mafie hanno un giro di affari legale, a copertura delle loro attività delinquenziali, di 90 miliardi l'anno. Basta sommare queste tre cifre per arrivare alla ragguardevole cifra di 500 miliardi l'anno che sfuggono allo Stato. Quindi basta fare leggi che colpiscano l'evasione fiscale, la corruzione (ma leggi serie, non quelle contenute nel ddl corruzione) e i beni di proprietà della mafia per rientrare almeno parzialmente di queste somme. In fondo, basta riuscire a trovare così meno del 10% delle somme che girano e già stiamo a posto. A questo si possono unire altri risparmi: eliminazione di tutti i consigli provinciali, delle giunte provinciali e dei presidenti di provincia; vendita di tutte le autoblu, meno 2000 (ad essere generosi); riduzione delle spese folli che l'Italia sta facendo in campo militare (siamo l'ottavo Paese al mondo per le spese in questo settore); e così via. E si tratta sempre di leggi che possono essere approvate nel giro di due o tre settimane dalla presentazione, se ci fosse la volontà politica di farlo.
A cosa servirebbero queste misure? Semplice, a farci avere un attivo di bilancio, cioè a creare una differenza positiva tra spese ed entrate. Immaginiamo di approvare le leggi suddette e di ottenere così un aumento delle entrate o una riduzione delle spese per un totale di 50 miliardi (che è il 10% di quei 500 miliardi di cui si parlava prima). In questa maniera il debito pubblico si ridurrebbe di 15 miliardi. SI potrà dire: "Beh, ma parliamo di 15 su 2000, cosa vuoi che sia?". INvece no, è tantissimo. Perchè è la dimostrazione che si sta agendo nella maniera migliore per ridurre il debito pubblico. E questo permetterebbe una riduzione dei tassi di interesse, per cui ai 15 miliardi si aggiungerebbe qualche altro miliardo per la riduzione dei tassi di interesse.
Diciamo che il secondo anno, con le stesse misure, si ottengono altri 20 miliardi. A questo punto l'attivo sarebbe di 35-40 miliardi; e tutto senza usare misure che fanno crollare la crescita, che provocano disoccupazione o altri effetti negativi. Anzi, a poco a poco, man mano che il debito pubblico si riduce e l'avanzo di bilancio cresce, una parte dei soldi possono essere utilizzati per ridurre le tasse (cominciando ovviamente dai ceti più bassi) e aumentare il livello del welfare. Già questo è sufficiente a far alzare il Pil del Paese. E se aumenta il Pil, il rapporto debito pubblico/Pil - come insegna la matematica - diminuisce. Unendo una diminuzione reale del debito pubblico ad un aumento del Pil, il rapporto tra i due valori registra un crollo.
E' l'unica soluzione che ci permetterebbe di risanare il debito pubblico, ma è chiaro che non è attuabile senza una classe politica formata in maggioranza di persone che, in ossequio ai principi costituzionali, agiscano senza vincoli di mandato, con onestà e in favore dei cittadini italiani che rappresentano. Quando qualcuno avvista una classe politica siffatta in Italia, mi avvisa?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©