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Il ministro smentisce: nessun ripensamento francese

Passera: "La Tav si farà, anche la Francia è d'accordo"

L'Italia spenderà 2,8 miliardi di euro

Passera: 'La Tav si farà, anche la Francia è d'accordo'
13/07/2012, 18:07

ROMA – Il progetto Tav resta confrermato. Poco male, se la Francia ci sta ripensando e secondo indiscrezioni potrebbe sospendere le nuove linee ferroviarie ad alta velocità, tra cui la Torino Lione.  Mentre da Bruxelles la Commissione europea ha escluso la possibilità di nuovi fondi per la ferrovia.
Ma Passera smentisce: "Ho appena parlato col ministro francese dei Trasporti – afferma durante un convegno dell’Ance -  non c'è da parte loro nessuna ipotesi modifica di impegni già presi. Il progetto Torino-Lione è totalmente confermato da parte nostra e in maniera piena anche da parte del governo francese”. La Torino-Lione si farà e il ministro francese Frederic Cuvillier "mi ha chiarito che eventuali dubbi riguardano progetti non ancora definiti, mentre il progetto della Torino-Lione é un progetto definito, sancito da accordi internazionali e da accordi tra i nostri due paesi, e quindi mi ha confermato che il progetto va avanti come da contratto".
Ai primi di luglio i primi dubbi, con la Corte dei Conti francese che ha criticato il peso dei progetti infrastrutturali sul debito pubblico - con un costo di 260 miliardi di euro entro il 2020 per 14 linee Tgv, ad alta velocità - mercoledì scorso il ministro del Bilancio francese Jerome Cahuzac ha detto che bisogna "sfrondare" i progetti proposti e che "il governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcune delle opzioni che sono state privilegiate" negli ultimi anni. E nel mirino dei giudici contabili c’è proprio la Torino-Lione: il costo stimato è enorme, 11 miliardi di euro. E la Commissione europea chiude la porta a nuovi fondi: "Non possiamo distribuire denaro che non abbiamo", ha detto il commissario ai trasporti Siim Kallas durante una conferenza stampa a Bruxelles, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di aumentare i finanziamenti Ue per il progetto. Kallas ha tenuto a sottolineare che "il progetto è prevalentemente nella mani di Francia e Italia", che quindi devono occuparsi dalla gran parte dei finanziamenti.
L’Italia, in balìa della crisi, delle agenzie di rating e delle riforme del governo Monti, si prepara a spendere per questo progetto, definito "low cost" perché a fasi, 2,8 miliardi di euro nell’ipotesi più favorevole e solo per la realizzazione della prima fase della linea. Buio totale sull’ammontare del finanziamento dell’opera da parte dell’Ue.  

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di Gaia Bozza
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