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Bruxelles:"Applicare la nuova legge entro il 2012"

Pensioni: Italia ed Ue, è scontro sui tempi della nuova legge


Pensioni: Italia ed Ue, è scontro sui tempi della nuova legge
07/06/2010, 17:06

LUSSEMBURGO - Un empasse prevedibile che rischia di diventare un polverone imponderabile: il braccio di ferro tra l'Italia e l'Ue per stesura ed approvazione della nuova legge sulle cosiddette "pensioni rosa" continua infatti con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che tenta il compromesso e, dall'altro lato della barricata, i capi di Bruxelles ed il loro monito perentorio:"La legge va approvata assolutamente entro e non oltre il 2012".
Secondo l'imposizione dell'Unione Europea, come già noto, il governo italiano dovrà ad ogni costo alzare l'eta pensionabile delle donne; equiparandola a quella degli uomini. Un tipo di intervento che ha trovato l'appoggio di Emma Marcegaglia ma l'ostruzionismo di acluni sindacati e di parte dell'opposizione. 
"La comunicazione della Commissione europea- ha confermato Sacconi dopo l'incontro con il commissario europeo alla Giustizia e ai diritti civili, Viviane Reding - sembra non lasciare molto margine perchè rifiuta in sè il concetto di gradualità, anzi minaccia la necessità di rimborsare i lavoratori di sesso maschile perchè costretti a un più lungo periodo di lavoro rispetto alle donne e maggiore attesa di pensione rispetto alle donne".
Il ministro sottolinea poi che, se il provvedimento entrasse sul serio in vigore a partire dal 2013 "sarebbero solo 30.000" le lavoratrici che andrebbero in pensione. Di conseguenza:"Nel lungo periodo si produrranno forse effetti maggiori ma l’impatto finanziario sull’attuale manovra economica sarebbe molto modesto". Per tali motivazioni, dunque, l'assoluta celerità richiesta da Bruxelles appare al momento poco giustificata. Come si legge anche su "La Stampa", però, il portavoce Mattew Newman ha osservato  che la Reding "capisce che l’Italia ha difficoltà ma deve applicare la sentenza della Corte. Il cambiamento della legge può essere combinato con le misure di consolidamento di bilancio del Governo".
La nostra penisola, ricordano dall'Ue, deve infatti essere trattata con la stessa intrasigenza mostrata nei riguardi di tutti gli altri paesi membri. E dunque? La scelta passa ora all'esecutivo che, per voce di Renato Brunetta, assicura:"Prenderemo una decisione e la prederemo velocemente".
"D’altra parte- 
prosegue il ministro della PA - sono decisioni che coinvolgono decine di migliaia di cittadini, non si può dire con un tratto di penna, “da domani tu non vai in pensione quindi rimani ancora per 5 anni”, si tratta di 20-30mila uscite l’anno, persone, famiglie, storie, non si può dire: abbiamo scherzato".

L'OPPOSIZIONE FAVOREVOLE
Dai banchi dell'opposizione ed in particolare da quelli di fede radicale, Emma Bonino si dimostra in linea con la proposta dell'Unione Euorpea e consapevole che "L’Italia deve affrontare il nodo delle pensioni e quello dell’età femminile è solo un aspetto che ora l’Unione europea ci impone di affontare. Io, che sostengo la proposta Pannella-Ichino-Cazzola sulla possibilità di posticipare il pensionamento su base volontaria, faccio notare che siamo una zona sempre più vecchia e nella quale il sistema pensionistico non può più reggere".
Possibilista rispetto le modifiche del sistema previdenziale anche Pier Ferdinando Casini:"La sfida dell’Europa va accettata, alziamo l’età pensionabile anche per le donne, ma se le donne hanno una maternità consentiamo loro di utilizzare una corsia di due anni o nel momento in cui hanno i figli o nel momento in cui andranno in pensione, cioè cerchiamo di aiutare le donne che hanno una maternità e diamo in questo modo una mano concreta alla famiglia".

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di Germano Milite
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