Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Perchè del signoraggio non se ne parla?


Perchè del signoraggio non se ne parla?
08/10/2011, 18:10

Spesso, viaggiando su Internet, si trovano articoli o blog che parlano del signoraggio. E puntualmente avanzano la domanda: "Perchè non si parla mai del signoraggio?", in varie forme. E danno la risposta: per non far sapere alla gente a quale furto sono sottoposti.
Vediamo se è così. Innanzitutto cosa è il signoraggio? E' la differenza tra il valore scritto sulla facciata di una banconota e il costo reale necessario per stampare quella banconota. Per intenderci, se noi prendiamo una banconota di 10 euro, noi la riceviamo e la diamo ad altri con quel valore; ma è chiaro che alla BCE non viene a costare tanto. Questa differenza è il signoraggio. E i signoraggisti aggiungono che c'è l'aggravante che ogni Stato compra le banconote alla BCE mediante titoli di Stato, e quindi questo crea debito pubblico.
In realtà, gli Stati non comprano nulla. Semplicemente versano titoli di Stato a garanzia del denaro che chiedono. Se l'Italia ha contanti circolanti per 30 miliardi, la BCE ha 30 miliardi di titoli di Stato italiani. Semplice, no? Poi è la Banca d'Italia che, a seconda delle necessità, decide se chiederne di altri o no. Così come non è vero che, sempre come dicono i signoraggisti, una banconota costa 30 centesimi. La carta è speciale e filigranata, i colori sono particolari, con effetti fluorescenti e così via. Insomma, i costi sono un po' più elevati dei 30 centesimi. Certamente non costa più del valore nominale, ma non costa neanche 30 centesimi.
La differenza in parte viene riversata agli istituti centrali (la Banca d'Italia, la Deutsche Bank, la Banque de France e così via) sotto varie forme ed in barte la usa la BCE per il proprio funzionamento. E i costi sono elevati: non solo i loro stipendi (si tratta di professionisti di alto livello, non guadagnano 1000 euro al mese) ma anche il laboratorio chimico che studia carte, inchiostri, sistemi antisofisticazioni e così via. E il laboratorio tecnico che valuta ed esamina nuove banconote, nuovi sistemi di produzione, ecc. E poi i macchinari... insomma, i costi sono elevati.
Ma soprattutto qual è l'alternativa? La loro risposta è: "la sovranità monetaria deve essere del popolo". Ora, per esperienza, posso dire che quando si parla di "popolo", non si sa di che cosa si sta parlando. Il popolo è una astrazione, non esiste. Esistono i singoli cittadini, ma non un popolo unico. Tralasciando queste interpretazioni filosofiche, traduciamo questa frase in qualcosa di concreto. Mi sentirei di escludere la possibilità che ogni cittadino possa andare a stamparsi le banconote che gli servono. Quindi l'unica possibilità è che una persona o un organismo abbia la responsabilità di decidere. Ma una persona nominata da chi? E soprattutto, questa persona, ha veramente interesse ad agire secondo i migliori canoni economici? Perchè stampare moneta non è una cosa semplice. Se se ne stampa poco, l'economia rallenta e le imprese chiudono; se se ne stampa troppa, si genera inflazione. Quindi serve un tecnocrate, cioè una persona o un organismo che agisca come agisce la BCE, quindi ricreando il signoraggio. Oppure viene scelta una persona legata in qualche maniera alla politica o con ambizioni politiche. Ed in entrambi i casi si tratta di una persona che comincia ad usare il potere di stampare banconote non per lo Stato (salvo pochissime eccezioni, tutti pensano solo a se stesso) ma per se stesso, per crearsi una cerchia di persone fedeli e devote. E nel giro di pochi anni, si comincerebbe ad avere una crescita dell'inflazione, che poi diventerebbe iperinflazione. E' quello che è sempre successo ovunque si è deciso di statalizzare le banche.
L'unica eccezione è la Cina, che ha una banca pubblica ed è lo Stato ad agire, e non c'è inflazione. Ma lì è una situazione particolare. Infatti lì il denaro, per chi ha potere, è solo un accessorio. Quello che conta è quanto è ampia la cerchia di persone che ti sono fedeli. E' un concetto che qui è sconosciuto, ma in quel Paesesi creano rapporti molto simili a quelli che si verificavano 2000 anni fa nella Roma imperiale, dove c'era il potente e i "clientes". E oltre alla ricchezza, contava il numero di clientes che si avevano intorno. Alcuni dei quali potevano essere eccellenti: poeti come Marziale ed Orazio hanno fatto i clientes di mecenati (Orazio anche l'amante di una ricca donna, grazie alla quale ebbe successo). In Cina è lo stesso. Quindi, il direttore della Banca centrale cinese obbedirà strettamente alle istruzioni del Ministro (solitamente quello delle Finanze) che lo ha messo lì, proponendo il suo nome al governo. Il quale ministro non ha alcun interesse a creare inflazione, in quanto non è la quantità di denaro che può distribuire che conta, ma quanto potere effettivo ha. Se crea inflazione, il Paese va in difficoltà economica e il Ministro può cadere in disgrazia, essere cacciato, perdere potere e quindi perdere tutti i "clientes" in versione moderna che ha. Non so se sono riuscito a spiegarmi: è difficile farlo e ci sono livelli di complessità che mi sono ignoti. Tuttavia è chiaro che si tratta di un caso unico che non si può prendere ad esempio.
L'unico altro Paese al mondo che ha il pubblico che guida la stampa delle banconote è lo Zimbabwe, che ha una iperinflazione di circa il 10 mila per cento al mese (cioè in un mese i prezzi si moltiplicano 100 volte). Per cui sono arrivati a spampare banconote di un miliardo di dollari dello Zimbabwe, che però non valgono la carta su cui sono stampati.
Allora l'alternativa è il debito pubblico? No. Basta una buona amministrazione per mantenere basso il debito pubblico. Prendiamo il Canada: con una attenta politica economica e senza strangolare l'economia, hanno progressivamente ridotto il debito da oltre il 60% del Pil al 20% circa. Certo, ci hanno impiegato una trentina di anni, ma ce l'hanno fatta. Allora il signoraggio in questo caso non vale più? Il Canada paga i dollari canadesi a prezzo di sconto, quando deposita i propri titoli di Stato? Ovviamente no.
Quindi, se non si parla del signoraggio è per due motivi: è oggettivamente difficile parlarne in termini semplici ed esaurienti; è comunque un male, che però ci dobbiamo tenere dato che l'alternativa è l'iperinflazione. Ma non c'è nessun Paese al mondo che sia fallito per il signoraggio

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©