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Per sostenere il settore incentivo per auto ecologiche

Peugeot-Citroen: tagli per 1,5 mld. Sindacati in guerra


Peugeot-Citroen: tagli per 1,5 mld. Sindacati in guerra
25/07/2012, 18:46

PARIGI – Rosso record perla Peugeot-Citroënche solo nel primo semestre ha avuto una perdita di 819 milioni, più del doppio rispetto a ciò che avevano previsto gli analisti.
Grave, dunque, la crisi che ha colpito il secondo costruttore europeo, minacciato dall'eccessiva dipendenza dai mercati del Vecchio continente. Il fatturato è diminuito del 5,1% a 29,6 miliardi, quello della sola divisione auto è sceso del 10,5%. Il risultato operativo è in equilibrio, ma il settore auto è in rosso per 662 milioni.
In queste condizioni, la casa di Sochuax si vede costretta a tagliare i costi per 1,5 miliardi e ridurre il personale di 8mila unità, con la chiusura dello stabilimento di Aulnay-sous-Bois, a nord della capitale. Una sola concessione fatta al governo: l'azienda si è impegnata a non licenziare nessuno. Ma per i sindacati non basta: "Non sono i lavoratori a dover pagare il conto. Dopo le vacanze ci sarà battaglia", annunciala Cgt.
Purtroppo, il piano del governo per sostenere il settore automobilistico, presentato stamani in Consiglio dei ministri, sembra insufficiente. Gli incentivi per l'acquisto di auto ecologiche, su cui i costruttori francesi puntano molto, saranno rafforzati: quello per le auto elettriche passerà da5 a7mila euro, quello per le ibride sarà raddoppiato a 4mila euro. Per acquistare un veicolo elettronico, però, ci vorrebbero le infrastrutture, ovvero le colonnine di ricarica che comporterebbe uno sforzo di investimenti pubblici. Lo Stato, in ogni caso, darà l'esempio e il 25 per cento delle auto acquistate per un utilizzo nei centri urbani sarà costituito da vetture eco-sostenibili. Ad approfittare del piano, tuttavia, non saranno solo Renault e Peugeot-Citroën, ma anchela Toyota, leader mondiale dei veicoli ibridi.
Il piano prevede inoltre la possibilità di concedere finanziamenti agevolati a costruttori e aziende di componentistica in difficoltà e il riorientamento di investimenti per il futuro già lanciati verso la ricerca. Il governo dovrebbe anche chiedere alla Commissione di Bruxelles di mettere "sotto sorveglianza" l'accordo di libero scambio firmato conla Coreadel Sud, considerato squilibrato e troppo favorevole alle auto asiatiche, particolarmente competitive. Restano ancora poco chiare le "contropartite" che il ministro dell'Industria, Arnaud Montebourg, reclama dai costruttori.

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di Erika Noschese
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