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La conferesta fissata per il 25, venerdì dl o ddl

Piano casa, la parola alle Regioni in attesa del decreto


Piano casa, la parola alle Regioni in attesa del decreto
24/03/2009, 18:03

Incurante delle accuse e delle polemiche, ma forte dello sbandierato consenso europeo, Silvio Berlusconi non ha nessuna intenzione di tornare sui propri passi: il piano casa si farà e, aggiunge il premier, troverà sicuramente largo consenso anche da parte delle Regioni che finora si sono opposte minacciando il ricorso. L’appuntamento è per venerdì prossimo, quando il piano per il rilancio dell’edilizia approderà al Consiglio dei ministri con un decreto o un ddl.

La conferenza Stato-Regioni è stata convocata per mercoledì 25 marzo per valutare la bozza di decreto legge del cosiddetto Piano Casa. Durante l’incontro il Cavaliere dovrà convincere le Regioni che minacciano di presentare ricorso alla Corte costituzionale, ovvero Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Tutte le altre regioni governate dal Pd, invece, si sono mostrate nettamente contrarie al piano, giustificando l’opposizione col fatto che, così come è stato formulato nella bozza di venerdì scorso, rappresenta una palese violazione delle competenze in materia edilizia.

Il leader del Pd, Dario Franceschini, ha in più occasioni ribadito che il piano, così come è stato presentato, è incostituzionale. Voce fuori dal coro tra le fila del Pdl, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che sostiene che “l’accordo deve essere fatto nel rispetto delle competenze regionali”; il problema, per il presidente Giorgio Napolitano, potrebbe crescere fino a portare ad un conflitto istituzionale.

I dubbi delle regioni riguardano principalmente l’aumento delle cubature ed il silenzio-assenso delle sovrintendenze per gli interventi nei centri storici. Secondo quanto riporta il Velino, però, la bozza fatta circolare nei giorni scorsi farebbe parte di una tattica: al fine di rilanciare le trattative col Pd, il governo avrebbe diffuso un piano molto più invasivo rispetto alla bozza precedente, per poi raggiungere un accordo con le Regioni guidate dal Pd con alcune modifiche come il restringimento ad alcune ipotesi specifiche la possibilità di aumentare le cubature solo con la Dia.

Raffaele Fitto, ministro dei rapporti con le Regioni, dopo aver parlato con Vasco Errani, presidente della conferenza unificata e dirigente della segreteria politica del Pd, si è mostrato disponibile ad apportare modifiche al piano per trovare una conciliazione che possa andare bene ad entrambi gli schieramenti. “Dalla riunione sul piano casa ci aspettiamo istanze e suggerimenti che portino ad un testo condiviso nel merito e nel metodo, - ha spiegato, - avendo scelto come metodo quello del confronto, il governo ha inviato il provvedimento alle Regioni, in modo che nella Conferenza di mercoledì possa essere sciolti  tutti i dubbi, compresi quelli su presunti profili di incostituzionalità”.

Sul versante della politica nazionale, c’è anche chi ancora non ha preso una posizione netta. L’Udc di Casini attende di leggere il testo definitivo prima di esprimersi, mentre Rutelli, intervistato dal Messaggero, è possibilista verso misure anticrisi. Massimo Calearo, in una intervista rilasciata al Corsera, invita a mettere da parte tutti i pregiudizi per cercare di sfruttare al meglio le proposte che arrivano da tutti gli schieramenti politici: “Di fronte a certe situazioni bisogna vedere, leggere bene le proposte e ponderare (…) e attendere che venga varato il disegno di legge, leggerlo e procedere punto per punto approvando le cose buone e bocciando, anche con severità, tutto ciò che non va”.

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di Nico Falco
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