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La richiesta del governo per limitare gli squlibri nazionali

Piano per il Sud: l'Italia pronta a chiedere deroghe all'Ue

Tremonti:"Il meccanismo degli appalti penalizza il meridione

Piano per il Sud: l'Italia pronta a chiedere deroghe all'Ue
15/02/2011, 18:02

BRUXELLES - E' un Giulio Tremonti risoluto e con le idee apparentemente chiare quello che, parlando durante l'ultima riuonione a Bruxelles, ha chiesto all'Unione europea di poter usufruire di alcune deroghe per limitare al massimo i forti squilibri esistenti tra Nord e Sud dell'Italia.
Partendo con una domanda retorica:"Vi sembra logico che sulla Salerno-Reggio Calabria per 60 km ci sono 40 appalti?", il ministro dell'Economia ha fatto intendere che le prime deroghe saranno richieste proprio in materia di gare d'appalto. Secondo Tremonti, infatti, "il meccanismo delle gare penalizza il Sud". Per questo, quindi, "introdurre le regole del mercato con la gara europea in Calabria vuol dire trattare con attori fuori dal mercato".
Il ministro, lasciando trapelare un malcelato rimpianto, ha poi ricordato la dismessa Iri e, in tal senso, ha fatto intuire che probabilmente si sta pensando di rilanciare un modello di gestione centralizzato per gli investimenti nel Mezzogiorno che sia autonomo rispetto al mercato.

"IL PROBLEMA E' IL MERIDIONE"
Tremonti a Bruxelles non ha usato mezzi termini:"Il problema dell'Italia è rappresentato dal Meridione dell'Italia. Il nostro problema è il Sud: 20 milioni di abitanti che stanno peggio del Portogallo". Per tale ragione, ha concluso il titolare dell'economia, "devi fare interventi correzionali, liberalizzazioni. Vogliamo un piano sulle infrastrutture, per le scuole" e questo perchè "Il Nord cresce di più, mentre il Sud di meno. Va indietro. Per noi lo sviluppo è soprattutto lì".
Insomma: dopo aver tentato di lasciare il Mezzogiorno al suo destino, convincendosi con grande miopia e stoltezza che affossare ulteriormente (e definitivamente?) il meridione  potesse rappresentare un vantaggio per il settentrione, sembra che il governo si sia reso conto dell'enorme potenziale inespresso dei territori che si trovano da Roma in giù. Del resto è inconfutabile che un paese che viaggia a due volocità è un assurdo socio-economico che non può più essere tollerato.
Ora non resta che comprendere come vorrà muoversi l'Ue per aiutare anche il Sud ad uscire dal pantano del sottosviluppo e ad adeguarsi ai ritmi di crescita (per altro ultimamente non elevatissimi) del resto d'Europa. Una sola cosa, nel mare magnum delle incertezze e delle promesse dell'esecutivo, sembra essere sicura: un Mezzogiorno in ritardo impedisce anche al Nord di essere ancora più forte e competitivo a livello globale. Comincino a capirlo anche i rappresentanti della Lega Nord; se non altro per ragioni meramente egoistiche ed economiche.

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di Germano Milite
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