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I partiti chiedono la convocazione di politiche anticipate

Portogallo: Salvataggio UE-Fmi alle porte

Continuano gli scioperi e le proteste dei cittadini

Portogallo: Salvataggio UE-Fmi alle porte
25/03/2011, 15:03

Situazione in bilico per il Portogallo che dopo le dimissioni del premier socialista Josè Socrates avvenuta mercoledì sera, potrebbe necessitare di un salvataggio UE-Fmi.
Mentre i cittadini e la stampa portoghese evocano lo scioglimento del parlamento e la convocazione di politiche anticipate, il capo dello stato portoghese Anibal Cavaco Silva ha già provveduto ad incontrare i vari partiti preannunciando gli ultimi di maggio o i primi di aprile come date quasi sicure per le politiche anticipare.
Nel frattempo la città continua ad essere perturbata da scioperi e da proteste, facendo respirare nell’aria l’arrivo di una crisi economica-sociale.
Bisogna quindi che i vertici accelerino i tempi e giungano il prima possibile ad una soluzione. Un recente sondaggio ha indicato che attualmente il 46,7 % dei voti è a favore del partito di opposizione di Pedro Passos Coelho, il Psd( centrodestra). Questo indicherebbe una maggioranza assoluta in parlamento, raddoppiando praticamente il risultato del Ps di Socrates (al 24,5). Mentre invece risultano critici i dati sul Presidente uscente per il quale si è calcolato il 71,7% di opinioni negate( solo il 17,6% di opinioni positive.)
Queste percentuali del resto potrebbero essere quelle definitive, o quanto meno variare di poco dato che tutti i partiti si sono già pronunciati a favore delle politiche anticipate.
Continuano i tentativi per tranquillizzare i Partner europei circa una possibile necessità di salvataggio. Una soluzione che secondo la stampa non può essere ignorata dato che dopo Fitch ieri, anche Standards and Poor ha abbassato il rating di Lisbona, contribuendo a rendere più difficile nelle prossime settimane il rifinanziamento del debito portoghese. Il presidente dell’ Eurogruppo Jean Claude Juncker ha detto però oggi di non prevedere «una richiesta di assistenza finanziaria» del Portogallo.
I due principali protagonisti della politica portoghesi, giunti a Bruxelles ieri per il vertice Ue e il pre-summit Ppe , hanno enunciato i proprio piani per evitare la crisi economica e finanziaria del paese.
Passos Coelho si è dichiarato contrario ai nuovi tagli a stipendi e pensioni previsti nell’ultima manovra ed invece favorevole a un aumento di 2% dell’Iva e a un ulteriore taglio delle spese dello Stato.
La vera paura resta però un'altra, ovvero il contagio della crisi alla Spagna, la quale porterebbe alla necessità di provvedere agli aiuti con una cifra superiore 100 miliardi di euro. La situazione potrebbe essere però risolta grazie ad un rafforzamento della governance economica dell’Eurozona, che porterebbe ad un maggior coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri.

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di Alessia Tritone
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