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Urgente CDA in arrivo

Profumo: dimissioni in arrivo per caso Libia


Profumo: dimissioni in arrivo per caso Libia
20/09/2010, 22:09

È stato convocato per domani pomeriggio un CDA straordinario dell’UNICREDIT. L'amministratore delegato, Alessandro Profumo, sarebbe diretto verso probabili dimissioni.
Nel mirino di diversi azionisti c'è proprio l'operato di Profumo. "Probabilmente Profumo darà le dimissioni", si apprende da una fonte vicina alla situazione.
Le deleghe potrebbero essere affidate almeno momentaneamente a  Dieter Rampl e per un certo periodo la banca potrebbe essere guidata da un 'management team' composto dai vice Ceo.
In realtà le dimissioni anticiperebbero le intenzioni di sfiducia volute dal CDA giunte attraverso diversi segnali nel week-end, che secondo indiscrezioni di stampa hanno visto un giro di consultazioni frenetiche tra gli azionisti.
La convocazione del cda straordinario segna un'accelerazione della volontà di chiudere i conti in seguito alle tensioni tra Profumo e Rampl sorte sulla questione della crescita del peso dei soci libici nel capitale, di cui il presidente non era stato preventivamente informato.
Ma a Profumo, oltre a rilievi sul piano della comunicazione interna, sarebbero rimproverati anche risultati economici sotto le aspettative e la perdita di valore del titolo.
A lamentare da mesi una scarsa dialettica con l'amministratore delegato, le maggiori Fondazioni azioniste (Cariverona, Crt e Carimonte), ma anche soci privati come Pesenti e Maramotti.
Il 'redde rationem' con Profumo in realta è nell'aria da tempo.
La tenuta dell'amministratore delegato era già apparsa in bilico in altre occasioni. Sia nella fase più calda della crisi finanziaria, nell'autunno del 2008, quando il titolo andò a picco. Sia, più di recente, con la tormentata vicenda della riorganizzazione nella 'banca unica' che ha occupato le cronache della primavera scorsa.
Profumo, difesosi nei giorni scorsi dicendo di non essere stato l'artefice della crescita dei libici, ha rifiutato di rilasciare qualsiasi tipo di commento sul rapido evolversi della situazione nella banca, trincerandosi dietro un rigoroso silenzio anche in merito all'ipotesi delle dimissioni.
Prima della convocazione della riunione straordinaria di domani, il primo appuntamento in calendario per il cda era quello del 30 settembre, chiamato a dare risposta ai quesiti mossi ad agosto dalla Banca d'Italia su eventuali ripercussioni sulla governance dei recenti movimenti nell'azionariato.
Dell'investimento in Unicredit ha parlato oggi proprio la Banca centrale libica, che si e' detta "molto soddisfatta": "Tutti gli investimenti strategici - spiega - devono soddisfare due condizioni: essere buoni dal punto di vista finanziario e riguardare paesi con forti legami con la Libia".
Quanto all'ampliamento della quota secondo l'istituto, che detiene oggi il 4,988% del capitale, si tratta di un'"operazione di lungo termine".
In mano ai soci di Tripoli c'e' a oggi il 7,5% di Unicredit; restano "in corso di valutazione" da parte della Consob i chiarimenti sull'investimento nella banca ottenute la scorsa settimana dalla Libia.

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di Elisabetta Froncillo
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