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L'ipotesi dell'articolo 4 bloccata sul nascere

Protezione Civile: Per finanziarla 2 centesimi a sms

Il rincaro peserebbe solo sui clienti

Protezione Civile: Per finanziarla 2 centesimi a sms
12/04/2012, 17:04

 MILANO -   Morta sul nascere l’ipotesi di finanziare parzialmente la Protezione Civile con un’accisa sugli sms.
La proposta prevedeva la possibilità di tassare fino a un massimo di 2  centesimi di euro i brevi messaggi di testo, in aggiunta ad un rincaro delle accise sulle benzine. Tutto questo era comparso nell’articolo 4, comma h, della bozza di decreto legge di riforma della Protezione Civile, che però dovrà essere ulteriormente esaminata per poi poter essere approvata, eventualmente, nel corso della girnata di domani in Consiglio dei ministri.
L’idea già da  subito è risultata essere altamente  impopolare, senza contare che non è assurdo pensare che la sua applicazione avrebbe rischiato di rimanere incompleta. Basti pensare che circa la metà degli sms, se non di più, che vengono inviati tutti i giorni, fa parte di contratti a pacchetto e tutti gli operatori fanno a  gara a chi regala più sms inviabili con le tariffe flat ( alcune centinaia) pur di assicurarsi la fedeltà del cliente abituato a saltellare da un operatore ad un altro. Inoltre non bisogna dimenticare che in alcuni casi il costo di un messaggio scende al di sotto di un centesimo. Quindi perché mai applicare una tassa doppia rispetto al costo del servizio stesso?
Gli Italiani sono il popolo che manda più sms . Nel 2011, fonte AgCom, ne sono stati inviati la bellezza di 90 miliardi su 8.000 miliardi nel mondo. Questo fa capire che il rincaro sarebbe facilmente ricaduto sui clienti ed è ormai noto che anche gli operatori mobili non se la passino troppo bene per quanto riguarda il business del mercato domestico che viene considerato un campo maturo con margini di espansione quasi nulli. A tal proposito l'Asstel, l'associazione di settore, stava già preparando un intervento durissimo in risposta al comma nato all’interno dello stesso governo. Sarebbero stati proprio i consigli provenienti da dipartimenti di alcuni ministeri ad aver fatto cadere in poco tempo l’ipotesi del rincaro.

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di Alessia Tritone
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