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Qual'è la politica della Casa del Governo?


Qual'è la politica della Casa del Governo?
28/07/2009, 07:07

 

LA POLITICA SENZA STRATEGIE DEL GOVERNO.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.


 

Proprio nel giorno in cui si svolgeva l’annuale riunione dell’Ordine degli Ingegneri, il Governo ha annunciato di avere completato il suo “ Piano Casa”.

Continua la tradizione di questo Governo di centro destra, che più che fare le cose, le annuncia, in concomitanza con riunioni dei gruppi di potere e delle corporazioni professionali che restano la struttura medievale di questa nostra economia virtuale.

Il Piano, che nella sua prima parte, varata qualche mese fa prevedeva allargamenti e ristrutturazioni di immobili privati; ora si arricchisce della decisione di costruire 100.000 nuove abitazioni da destinare a giovani coppie per acquisto agevolato, per affitto agli immigrati e per i cittadini che non possono accedere ad un mutuo.

Le platee che il Premier preferisce sono quelle degli industriali, dei commercianti e dei professionisti compiacenti, che applaudono convinti e ridono alle battute del nostro più importante politico. Gli ingegneri sono stati molto contenti dell’annuncio della costruzione di nuove case, perché questo significa nuove strade, nuovi centri commerciali, nuovi parcheggi. In questo modo si creano i presupposti per nuovi servizi, nuove scuole, nuove fogne e sistemi idrici e scavi per il posizionamento delle reti elettriche e telefoniche e per portare il gas nei nuovi quartieri.

Il Premier, da vecchio imprenditore edile, spera ancora, che mettere in moto il settore delle costruzioni immobiliari significa rimettere in moto un processo di crescita della economia e della finanza. Questo sistema, che poteva andare bene negli anni 60, non è più possibile! Continuare a pensare alla crescita infinita, ad un mercato in grado di assorbire tutti i prodotti che siamo capaci di produrre, è follia e la crisi attuale lo dimostra. Continuare a costruire case inutili e consumare il territorio è un danno per l’ambiente, per la società e per l’economia.

Con l’aiuto di Giovanni De Falco, abbiamo cercato i dati sul patrimonio immobiliare del nostro paese, per capire con precisione a che punto sta il problema della casa in Italia.

Abbiamo dovuto risalire a dati del 2001, al vecchio censimento, per trovare dei riferimenti affidabili. Ma anche se sono tanto vecchi, restano illuminanti sul bisogno di case nel nostro paese.

Secondo quei dati, le case in Italia adibite ad abitazioni sono 27.291.990; le case non occupate sono il 9,7% del totale e raggiungono la bella cifra di 2.647.328. Questi dati si riferiscono al patrimonio abitativo accatastato e conosciuto, mentre non sono considerate le abitazioni abusive, non ancora sanata o non condonate che pure sono ben presenti nel nostro territorio.

La stima, al ribasso, del patrimonio abitativo abusivo del nostro paese, può essere calcolata attorno al 10% delle abitazioni regolari. Anche nelle case abusive si registra il fenomeno delle case vuote, per cui, alla cifra delle abitazioni regolari, che non sono occupate, si aggiunge un'altra quota che arriva dalle case abusive. In Italia, nel 2001, c’erano oltre tre milioni di appartamenti vuoti, di tutte le dimensioni e di tutte le tipologie abitative previste dal mercato. In virtù dei condoni messi in atto dal precedente governo Berlusconi, sono emerse molte abitazioni abusive e molte altre sono state costruite. Secondo il Sunia, confermato da stime dell’UPPI, in Italia, nel 2008, le case vuote raggiungevano i 4 milioni di unità.

Se qualcuno ha la curiosità di sapere quante case vuote ci sono nella città di Napoli vi forniamo i dati elaborati nella nostra ricerca: si calcola che 21.190 sono quelle non abitate ed accatastate, ma si ritiene che si arriva a 30.000 se si considera quelle abusive. Le abitazioni censite a Napoli città sono: 362.210.

Sono cifre enormi! Esiste un patrimonio immobiliare nel nostro paese elevato e in gran parte non utilizzato.

Che bisogno c’è di costruire altri 100 mila inutili appartamenti? Che bisogno c’è, di consumare ancora territorio, soprattutto nelle aree urbane, dove ormai non ce ne è più?

Nel territorio devastato dell’Aquila si è svolto il G8, non ha insegnato niente quel drammatico evento? Sono crollate le abitazioni costruite con un cemento armato scadente, costruite con tecniche affrettate e con scarsa professionalità. Dopo il drammatico evento del terremoto del Molise, in cui morirono i bambini della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, tutto il paese ha capito che bisognava provvedere ad una grande campagna di verifica delle strutture pubbliche, degli immobili privati e delle strutture di servizio per tutte le zone del nostro paese che corrono il rischio di subire terremoti. Il caso dell’ospedale dell’Aquila è troppo evidente per dimenticarlo, allora, perché gli ingegneri, che pure hanno responsabilità nella costruzione dei nostri edifici, invece di applaudire a nuove ed inutili costruzioni, non presentano un piano di verifica, risanamento e messa in sicurezza degli edifici pubblici? Perché il Governo non finanzia la messa in sicurezza degli immobili privati? Perché non si fa promotore di una grande campagna di risparmio energetico nelle case, e di approvvigionamento da fonti rinnovabili dell’energia per le nostre abitazioni?

Le idee di questo Governo sono vecchie: il nucleare, le costruzioni di case, la speculazione finanziaria sulle aree fabbricabili.

L’unica fortuna che abbiamo e che il Governo annuncia quello che farà, poi, per mancanza cronica di fondi, impiega anni per emettere i decreti attuativi che rendono operative le decisioni assunte.

Chi si ricorda più del Ponte sullo Stretto di Messina? La grande opera pubblica che costa una montagna di miliardi, che rappresentava fino a poco tempo fa il fiore all’occhiello della politica innovativa del Premier.

Perché non immaginare delle politiche che spingano il mercato immobiliare ad un contenimento dei costi e dei prezzi, sia per l’acquisto che per l’affitto? L’unico motivo che il mercato immobiliare è tanto bloccato è perché non è un mercato, non c’è concorrenza ed i prezzi li impone un sistema finanziario che ragiona più come uno speculatore, che come un istituto bancario soggetto a regole.

Il problema vero e che l’Italia non cresce soprattutto in cultura e modernità nell’affrontare i problemi di uno sviluppo difficile da riorganizzare. La mancanza di futuro lo si vede in questa mancanza di pensiero, di proposte innovative e di riflessione culturale che fa crescere l’intero paese.

Il Premier è bravo a divertire i poteri forti di questo paese ed ottenere vittorie elettorali su programmi basati sulla sabbia delle parole dette e subito negate. Purtroppo agli italiani piacciono molto le uscite demagogiche del nostro Premier, quando inventa con Bruno Vespa in televisione il palinsesto di un governo virtuale che non si realizzerà mai. Fino a quando questo paese potrà sopportare questo inutile perdita di tempo e di identità?

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di Raffaele Pirozzi
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