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Rapporto Svimez, Cosentino: Bisogna invertire questaa tendenza disastrosa


Rapporto Svimez, Cosentino: Bisogna invertire questaa tendenza disastrosa
16/07/2009, 13:07

“Con settecentomila emigrati in dieci anni, e un preoccupante crollo dei consumi e degli investimenti, il Mezzogiorno rischia davvero di diventare un territorio popolato solo da fantasmi e costellato da cimiteri delle belle idee”. Lo afferma il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, commentando i dati del rapporto Svimez 2009.
“Se per il Sud nel suo complesso la situazione può ritenersi drammatica, per la Campania - rileva il parlamentare – appare davvero apocalittica, non essendo intervenuto alcun momento di rottura con il passato. In questa prospettiva, se il Sud continua a dimostrarsi un cattivo attrattore di investimenti, la causa non va ricercata nella scarsezza delle dotazioni finanziarie che, bene o male, tutti i Governi, siano essi stati di centrodestra o di centrosinistra, hanno sempre e comunque garantito, bensì nella mancanza di un più generale programma di sviluppo, all’interno del quale individuare pochi progetti sui quali concentrare risorse e investimenti. Una strategia di sviluppo che, in Campania, avrebbe dovuto elaborare quella stessa classe politica che, a distanza di quindici anni, si trova ancora a discutere di Bagnoli e di delocalizzazione dell’area orientale; di waterfront e di depuratori che inquinano anziché depurare”.
“Di questo passo il Mezzogiorno rischia davvero di perdere il treno dell’Europa, e di finire in un pericoloso cul de sac. Per evitarlo è necessario dotare il Sud e la Campania, in particolare, di un valido e collaudato progetto di sviluppo e di una nuova classe di amministratori. Un programma di lavoro che il centrodestra ben conosce, dopo aver tirato la Campania fuori dall’emergenza rifiuti, in appena cento giorni. E, più di recente, dopo aver portato i grandi del pianeta a l’Aquila e nei Comuni abruzzesi, devastati dal terremoto dello scorso mese di aprile. Insomma – conclude Cosentino – la migliore cura, anche per il Sud, è quella che passa per la concretezza delle idee, da un lato, e la bravura di chi dirige l’orchestra, dall’altro”.

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di Redazione
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