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RAPPORTO SVIMEZ: “IL MERIDIONE PERIFERIA DELL’EUROPA”


RAPPORTO SVIMEZ: “IL MERIDIONE PERIFERIA DELL’EUROPA”
19/07/2008, 11:07

Un’Italia spaccata in due dalla persistente arretratezza economica del Sud. A tali conclusioni approda il rapporto presentato a Roma nella sede dell’Abi dallo Svimez, l’ente per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno istituito nel 1946, che descrive il Sud d'Italia come “la periferia dell’Europa”. Per comprendere le ragioni del pessimismo è sufficiente osservare i dati relativi al confronto con le economie europee: il tasso di sviluppo registrato dal Meridione negli ultimi sette anni si è attestato al 2%, perdendo terreno rispetto alle aree in ritardo di altre nazioni come la Spagna, la Grecia e l’Irlanda, che hanno registrato un passo in avanti rispettivamente del 5, del 6,2 e del 5,5 per cento. Il dato più eloquente sul divario economico si riferisce al Pil pro capite: 17.482 euro, il 57,5 % del centro-nord (30.380 euro), da cui lo separa una differenza di oltre 42 punti percentuali, pari a circa 13mila euro. Più della metà delle famiglie monoreddito è a rischio povertà, rispetto al 28% del centro-nord. In calo gli investimenti e i consumi: si calcola che la spesa media delle famiglie meridionali è pari ad un +0,8%, circa la metà di quella degli altri italiani (+1,5%), e si riscontra una “difficoltà concreta a far fronte anche ai bisogni più essenziali come fare la spesa, acquistare medicinali, vestirsi e riscaldarsi”. Nel 2007, inoltre, la crescita occupazionale nel Meridione è stata nulla, a fronte di un aumento dell’1,4% registrato al centro-nord. Il dato relativo alla diminuzione dei disoccupati è da attribuire, secondo lo Svimez, alla rinuncia, da parte di molti, a cercare lavoro, e al prevalere della soluzione dell’occupazione irregolare: quasi un lavoratore su 5, secondo il rapporto, è a nero. Per sfuggire alle crescenti difficoltà, in molti optano per il trasferimento: negli ultimi dieci anni oltre 600mila persone hanno abbandonato il Sud per cercare lavoro altrove. Si tratta, per la maggior parte, di giovani  sotto i 45 anni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto al presidente dello Svimez, Nino Novacco, un messaggio di apprezzamento “per l’attività rigorosa di studio e di analisi svolta dall’Associazione” e ha consigliato quale rimedio da adottare per ridurre il divario “un utilizzo più efficiente delle risorse per le zone più svantaggiate” e “l’applicazione del titolo V della Costituzione” contenente disposizioni inerenti a Regioni, Province e Comuni.
 

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di Francesca Pellino
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