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Nuovo record per il divario salari-prezzi

Retribuzioni e rinnovi contrattuali: mai così basse

Consumatori: Sfiducia su tutte el ripartizioni

Retribuzioni e rinnovi contrattuali: mai così basse
23/12/2011, 19:12

La situazione circa  le retribuzioni e i rinnovi contrattuali relativi a questo anno non sono affatto rassicuranti. A mostrare la situazione annuale rispetto a quella dell’anno precedente sono stati i dati Istat. Secondo questi l’incremento delle retribuzioni su base annua sarebbe stato dell’1,5%, una percentuale che risulta essere uguale a quella registrata nel marzo del 1999 e che attualmente rappresenta la crescita tendenziale più bassa dall’ottobre del 2010.
Situazione record se si va ad analizzare il divario salari prezzi che con una differenza pari a 1,8 punti percentuali rappresenta quella più alta almeno dal 1997 ( Su base annua a novembre l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie è stato del+1,5% e il livello d'inflazione del +3,3%).
I dati Istat hanno inoltre comunicato che è del 31,4% la quota di dipendenti che aspettano il rinnovo. Tenendo conto del penultimo mese, ad essere in attesa di rinnovo sono stati 30 accordi contrattuali, di cui sedici appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a 4,1 milioni di dipendenti. Per quanto riguarda i mesi di attesa per i lavori con contratto scaduto, la media è quasi raddoppiata e a testimoniarlo il dato che comunica che a novembre 2011 l’attesa è stata di 23,9 mesi, un notevole aumento rispetto ai 13,4 dello scorso anno ( dello stesso mese). Un vero e proprio crollo se si guarda invece ai dati che esaminano la fiducia dei consumatori. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, l’indice subisce un clamoroso declino da 96,1 a 91,6, raggiungendo così il livello più basso dal 1996. Altrettanto marcato l’indice economico generale che passa da 83,1 a 77,2 , clima che accentua e spiega la diffusa sfiducia su tutte le componenti. Anche le previsioni a breve termine registrano un calo (da 88,9 a 82,9). In flessione l'indice sulla situazione corrente, che passa da 102,2 a 98,4. Ancora in calo i saldi relativi alle valutazioni prospettiche sul risparmio (da -72 a -85) e sulla convenienza all'acquisto di beni durevoli (da -87 a -99). Aumenta invece quello dei giudizi sull'evoluzione recente dei prezzi al consumo che va da 57 a 65 e cresce quello sull'evoluzione nei prossimi dodici mesi ( da 12 a 58). Le aspettative di disoccupazione si deteriorano con un saldo che passa da 80 a 86 così come anche quelle generali sull’economia italiana, da – 46 a – 55. Ancora più nero il quadro della fiducia se si analizza la situazione territoriale dove in tute le ripartizioni è diffuso un senso di sfiducia, in particolare nel Nord-Ovest e nel Mezzogiorno.

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di Alessia Tritone
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