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Le vere soluzioni alla crisi a "Presa diretta"

Riccardo Iacona batte Berlusconi e la Lega Nord


Riccardo Iacona batte Berlusconi e la Lega Nord
27/09/2011, 12:09

Chi ha visto la puntata di domenica di "Presa diretta", il programma di indagine giornalistica in onda su RaiTre l domenica sera, ha potuto notare come con qualche intervista alle persone giuste si possono insegnare molte cose a coloro che ci governano.
In particolare nella puntata, incentrata sulle gravi difficoltà che incontrano i napoletani a lavorare in maniera legale (c'erano una serie di interviste a persone che lavorano in nero da anni o da decenni o si arrangiano per intascare qualcosa magari prendeno i rifiuti di ferro o di altri materiali riutilizzabili), nella parte finale si è poi passati alle soluzioni. Per questo sono state intervistate diverse persone che hanno parlato della Germania del post unificazione. Infatti, quando nel 1989 cade il muro di Berlino e si procedette all'unificazione delle due Germanie, c'era una parte ovest tecnologicamente avanzata e con un buon reddito, ed una parte est povera ed arretrata. E subito si agì: venne creato un piano trentennale per lo sviluppo della parte est del Paese, finanziato da un contributo di solidarietà (cioè più tasse) pagato dai cittadini dell'ovestfino al 2019. In compenso con questi soldi si è proceduto ad una mole ingente di lavori: si sono rifatte le infrastrutture stradali e ferroviarie nella parte est; sono state abbattute e ricostruite o si sono riqulificate le zone urbane e le fabbriche dismesse. Addirittura ha fatto vedere come una miniera fosse stata bonificata e trasformata in un laghetto, con tanto di porticciolo e sulla "sponda" strutture turistiche. Certo, all'inizio non è stato facile. Chi ricorda cosa successe allora, ricorda che fino al 1995 all'est l disoccupazione schizzò verso l'altro, perchè tutte le aziende statli dell'ex Germania Est, assolutamente incapaci di reggere la concorrenza, chiusero una dopo l'altra. Ci furono elezioni che videro prevalere partiti di estrema destra neonazisti come quelli di estrema sinistra di comunismo stalinista. Ma poi, man mano le cose si risolsero: i governanti continuarono a rispettare il piano originalmente previsto ed oggi le differene tra est ed ovest della Germania in termini di qualità della vita e di reddito sono minime. Anzi, ci sono casi dove l'eccellenza sta nell'est e non nell'ovest.
Poi è stato intervistato un ricercatore dell'Osservatorio per lo Sviluppo del Mezzogiorno (Svimez). Che disastro, facendo il confronto: continua riduzione dei finanziamenti al sud (35 miliardi in meno solo dal 2008 ad oggi, gran parte dei quali sono stati intascati dal nord), blocco degli investimenti, aumento dell'imposizione fiscale. Insomma, l'esatto opposto di quello che hanno fatto in Germania.
Che cosa significa questo? Beh, è semplice. Far crescere economicamente una nazione è come far crescere un albero. Se non lo si fa in maniera equilibrata, in modo che ogni sua parte si sviluppi nella maniera giusta, esso non darà mai frutti. Se lo si tiene in un vaso per non far espandere le radici, come si può pretendere che poi possa crescere in altezza? La stessa cosa vale per l'Italia. Per 150 anni si è tenuto volutamente il sud in uno stato di povertà e di subordine economico rispetto al nord, perchè il primo doveva fornire denaro e uomini allo sviluppo della parte settentrionale, che in cambio aveva un mercato sicuro e abbastanza protetto. Il risultato qual è? Che in un momento di crisi, la povertà del sud annulla il mercato, perchè la gente ha a malapena il necessario per acquistare il cibo. E questo danneggia a sua volta anche il nord che, abituato ad agire su un mercato protetto e con poca concorrenza esterna, non è in grado di affrontare gli altri territori. Quindi proprio in corrispondenza di questa crisi, servirebbe un piano come quello tedesco: un forte aumento delle infrastrutture al sud, più forze dell'ordine, più presenza dello Stato. Perchè quello che ha fatto la Germania non è stato assumere 10 milioni di tedeschi dell'est, ma solo quello di creare le condizioni perchè i privati potessero investire. Condizioni che nel sud Italia non ci sono. E non, come dice la Lega, perchè i meridionali sono sfaticati, mafiosi e delinquenti, perchè non è il sindaco di una città che può combattere una famiglia camorristica o una cosca mafiosa. Questa è una cosa che può fare solo lo Stato, affermando la propria presenza a difesa dei cittadini in maniera convincente e poi facendosi seguire da loro. Una possibilità c'è stata tra il 1992 e il 1994, dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio in cui morirono i magistrati Falcone e Borsellino. In quel momento la rabbia popolare era così elevata che sarebbe bastato poco per distruggere la mafia dalle fondamenta. Oggi non è più così, perchè la politica (di tutti gli schieramenti) ha deluso le aspettative dei cittadini in questo senso e quindi dovrà prima riconquistarne la fiducia. Tuttavia non è impossibile.
Allora, se il governo italiano volesse veramente far crescere l'economia italiana (ricordiamo che la Germania cresce al 3-4% all'anno), dovrebbe perseguire questa strada: per prima cosa far crescere il sud, in modo da riattivare quel circuito positivo che consente ai cittadini meridionali di spendere di più. Ma non con assunzioni clientelari, come si è sempre fatto. Bensì - per usare una metafora - limitandosi a spianare ben bene il campo, in modo che un imprenditore possa decidere se giocare nel nord o nel sud senza avere alcuna penalizzazione per la sua scelta.
Certo, non lo si potrà mai fare in un governo che ha al suo interno da una parte un partito neonazista, razzista e xenofobo (la Lega Nord) e dall'altra una serie di parlamentari e di Ministri che sulle assunzioni clientelari da parte degli enti pubblici ci hanno fatto la loro fortuna. SI tratta di una serie di provvedimenti che possono essere fatti solo da un governo solido, di lunga durata e disposto a perdere consenso nella fase intermedia per poi puntare a risultati intermedi. Perchè è ovvio una cosa: nella fase di transito qualche problema al sud si creerebbe e ci sarebbero molti idioti che spingerebbero per tornare indietro. Forse persino la maggioranza di idioti. Ma il governo dovrebbe andare avanti senza porre indugi.

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di Antonio Rispoli
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