Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

La legge delega venerdì in consiglio dei ministri

Riforma fiscale, taglio alle agevolazioni

Previsto un fondo per ridurre le tasse

Riforma fiscale, taglio alle agevolazioni
20/03/2012, 11:03

ROMA - E’ previsto per venerdì prossimo l’arrivo in consiglio dei ministri del disegno di legge delega sulle Disposizioni per la revisione del sistema fiscale. Si tratta di una relazione tecnica di 10 pagine e 17 articoli che, una volta legge con l’ok del parlamento, daranno al governo nove mesi di tempo per entrare nei dettagli con i decreti attuativi.
I principi generali sono già indicati con chiarezza. A partire dal fondo per tagliare le tasse nel quale mettere non solo il frutto dalla lotta all'evasione, come già  previsto a partire dal 2014, ma tutte le risorse che si dovessero liberare in futuro.

IRPEF – Basta con l’idea delle tre aliquote (20%, 30% e 40%) fissate dalla vecchia delega fiscale del governo Berlusconi, tuttora all'esame del Parlamento ma mai diventate operative. Le tre aliquote erano state fissate ma “senza indicare i limiti degli scaglioni” di reddito ai quali applicarle. Per questo, si legge nel documento, la misura avrebbe avuto “effetti redistributivi e di gettito del tutto indeterminati”.

IMPRESE – Finisce l’era dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società. Arriva l’Iri, che nulla ha a che fare con l’istituto per la ricostruzione industriale, ma è una “imposta sul reddito imprenditoriale”. In concreto il reddito che il piccolo imprenditore o il professionista percepisce dall'azienda o dallo studio professionale come compenso per la sua attività lavorativa finisce sotto il cappello dell'Irpef, l'imposta sulle persone fisiche. E questa imposta non è fissa al 27,5%, come l'Ires, ma sale progressivamente a seconda del livello del reddito. L’obiettivo? In base a quanto si legge nella relazione “gli utili non distribuiti sono tassati sempre all'aliquota dell'imposta societaria, generalmente inferiore all'aliquota marginale massima dell'imposta personale”. In questo modo si “favorisce la patrimonializzazione delle piccole imprese, mentre resta penalizzata la distribuzione di compensi all'imprenditore e ai soci”.

CATASTO – Per la riforma ci vorrà qualche anno, come ammette la relazione tecnica. Cambierà l’unità di misura: dal numero dei vani ai metri quadri perché, secondo la relazione, il vecchio sistema poteva provocare delle ingiustizie e cioè “l'attribuzione di rendite diverse ad immobili uguali ma diversamente strutturati al loro interno”. La revisione terrà conto anche di altri criteri come la zona in cui si trova il fabbricato e la qualità dell’edificio.

EVASIONE – La pressione fiscale verrà ridotta con i soldi recuperati dall’evasione. Il meccanismo era già previsto nell’ultima manovra del governo Berlusconi, ma ora si cerca di dare attuazione al principio misurando i risultati della lotta all’evasione con una commissione ad hoc e dando attuazioe al fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale. La decisione sul suo utilizzo, però, è rimandata.

TAGLIO ALLE AGEVOLAZIONI – La relazione tecnica spiega che bisognerà individuare in modo selettivo come intervenire. E’ probabile che saranno toccate agevolazioni nei campi della “tutela dell'ambiente” o degli “incentivi a ricerca e sviluppo”. E poi le agevolazioni “da valutare” sia dal punto di vista dell'efficacia sia della semplificazione. In ogni caso andrebbero sfoltite, si legge ancora nella relazione, “le spese fiscali più obsolete, meno coerenti con l'assetto del sistema tributario, quelle rivolte a un numero modesto di beneficiari, quelle di modesto importo unitario”.
 

Commenta Stampa
di Gaia Bozza
Riproduzione riservata ©