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L'accusa è di reati ambientali

Risanamento, sequestrata area Montecity-Rogoredo


Risanamento, sequestrata area Montecity-Rogoredo
20/07/2010, 19:07

MILANO - I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano hanno eseguito stamane il sequestro preventivo dell'area Montecity-Rogoredo di proprietà della Milano Santa Giulia spa, gruppo Risanamento, disposto dal gip di Milano per reati ambientali. Lo comunica una nota della Gdf, aggiungendo che il provvedimento era stato richiesto dai pm che conducono l'inchiesta, Laura Pedio e Gaetano Ruta, per le ipotesi di reato di gestione dei rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque.
Il titolo Risanamento è stato sospeso al ribasso dopo esser arrivato a perdere oltre 10% a 0,3230 euro dopo la notizia del sequestro.
Risanamento in una nota ha comunicato di riservarsi "di procedere a ogni necessaria valutazione in merito" al sequestro, fissando per il 22 luglio un consiglio di amministrazione.
Se accertata, la mancata effettiva bonifica dell'area potrebbe avere dei riverberi su un'altra inchiesta aperta da tempo dalla procura di Milano. Lo riferiscono fonti giudiziarie, ricordando che è in corso una indagine sui bilanci di Risanamento a partire da quello del 2006. Se infatti l'area non fosse stata bonificata, hanno detto le fonti, cambierebbe il suo valore messo a bilancio come terreno che si certificava "libero" da inquinamento.
Il sequestro preventivo prevede di norma il blocco dell'area "fermata" e la nomina di un custode giudiziale che dovrà valutare le attività ordinarie da compiersi all'interno della zona sequestrata.
Fonti giudiziarie riferiscono che nell'inchiesta che ha condotto al sequestro di oggi sono indagati Luigi Zunino, azionista di maggioranza di Risanamento, l'imprenditore del settore bonifiche Giuseppe Grossi (per il quale pende una richiesta di rinvio a giudizio di un'altra indagine sulla bonifica dell'area) e altri sei fra imprenditori del settore movimento terra ed ex amministratori di Risanamento.
L'AREA SANTA GIULIA AL CENTRO PIANO SALVATAGGIO
Risanamento nel novembre scorso ha visto il cambio della guardia al suo vertice con il programma di un parziale defilamento di Zunino (con previsto ingresso nell'azionariato delle banche creditrici Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Pop Milano), dopo il procedimento giudiziario milanese sulla gestione della società che lo riguarda.
L'area Santa Giulia è uno dei principali "asset" di Risanamento che secondo il piano di salvataggio della società -- omologato dal Tribunale civile di Milano -- devono essere ceduti.
La svolta alle indagini è arrivata, dice la nota, con i risultati degli accertamenti compiuti dal Corpo Forestale, dall'Arpa e dalla polizia locale milanese, che hanno evidenziato l'inquinamento della falda acquifera sottostante l'area Santa Giulia, che ha un'estensione di circa un milione di metri quadri, "con superamenti dei limiti di legge di alcune sostanze pericolose per l'ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene".
Nella nota, le Fiamme Gialle precisano che nell'area -- che dicono avere un valore di mercato approssimativo di circa un miliardo di euro -- sarebbero inoltre stati eseguiti scavi "non autorizzati, nei quali sarebbero poi state riportate, senza alcun titolo, scorie di acciaieria, da trattare, invece, come rifiuti".
Fonti giudiziarie precisano che ad essere sequestrata è tutta l'area non costruita e una parte del Parco Trapezio, e che l'inquinamento riguarda due falde acquifere, una a sette metri e l'altra a 30 di profondità, con sostanze che includono il cloruro di vinile.
Nel decreto di sequestro, letto da Reuters, si individua anche una responsabilità nei confronti del Comune di Milano che non avrebbe controllato le bonifiche asseritamente effettuate su una delle due falde risultate inquinate.
Nell'area -- che un tempo occupava gli stabilimenti chimici di Montedison e l'acciaieria Radaelli -- il gruppo Zunino nel 2000 propose il programma integrato di intervento con il progetto urbanistico "Montecity", con la collaborazione di architetti come Norman Foster. Il piano prevede la realizzazione di un vasto programma di edilizia sociale e convenzionata, con investimenti privati stimati in circa 1,6 miliardi di euro.
Il provvedimento di oggi è "figlio" dell'inchiesta sulla bonifica Santa Giulia, in cui la procura di Milano ha chiesto nel marzo scorso il rinvio a giudizio di Grossi, l'AD di Sadi, con l'ipotesi di fatturazioni fasulle e riciclaggio nell'attività di bonifica dell'area.

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di Redazione
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