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Rispettiamo i tempi per Pompei e gli altri poli culturali del Sud


Rispettiamo i tempi per Pompei e gli altri poli culturali del Sud
25/11/2013, 11:02

E’ possibile perdere 33,3 milioni di risorse comunitarie per il mancato rispetto dei tempi di spesa in un settore strategico come la cultura?
Quando si tratta di Mezzogiorno, tutto è possibile! E’ accaduto col programma attrattori culturali, sanzionato da Bruxelles e alla fine riformulato dalMinistro Barca.
Il Ministro, alla luce della carenza di un numero adeguato di progetti di qualità e consapevole delle difficoltà, in tempi di ristrettezza delle pubbliche finanze, di trovare i soldi per la quota di cofinanziamento nazionale, ha ridimensionato ulteriormente il ‘budget’ a disposizione: da un miliardo a 681 milioni. In compenso, tuttavia, stavolta dovrebbe essereottemperata la scadenza di ottobre 2015 per la realizzazione di tutti gli investimenti previsti.
Fiore all’occhiello della ventina di progetti inseriti nel nuovo piano presentato a Bruxelles da Barca è la riqualificazione del parco archeologico di Pompei. Il primo cantiere è stato inaugurato lo scorso 6 febbraio alla presenza del Commissario europeo alla spesa regionale Johannes Hahn.
Tra le altre iniziative interessanti finanziate figurano l’avvio del recupero della Reggia di Caserta, la valorizzazione dei poli museali di Napoli e di Taranto e l’intervento sia di emergenza che di valorizzazione sul polo di Sibari, di recente invaso dal fango.
“Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”, recita il detto napoletano, consacrato nei versi di una celebre canzone. Certo, è desolante dover assistere a tanto spreco di opportunità, in un’area colpita molto più del Centro-Nord dalla crisi economica e con tassi di disoccupazione giovanile da record. E’ tuttavia auspicabile che, sia pure con tagli e minori ambizioni, l’intervento pubblico e privato per far decollare nel Sud un’industria della cultura, favorita dalla ‘messa a nuovo’ distrutture e siti fondamentali per la nostra memoria storica e artistica, possa trovare esiti positivi.
Un apprezzamento va sicuramente all’impegno del ministro, ma, come è ben noto, in Italia la tela di Penelope è il modello comportamentale della nostra classe politica. E’ quindi importantissimo che il passaggio di testimone tra attuale esecutivo e prossimo governo sortito dalla nuova maggioranza espressa dalle urne, non segni una soluzione di continuità. Bisogna mandare avanti le iniziative avviate, tanto più se già drasticamente ridimensionate, come nel caso del programma degli attrattori culturali. Guai a ripetere gli errori di ieri e dell’altro ieri. (Fonte: Lepre Group)

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di Redazione
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