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RIUSCITO IL PROGETTO A.R.P.I.: 10 RAGAZZI PER 5 BUSINESS PLANE


RIUSCITO IL PROGETTO A.R.P.I.: 10 RAGAZZI PER 5 BUSINESS PLANE
11/09/2008, 16:09

Dal noleggio degli abiti da sposa firmati all’artigianato etnico africano, dalla vendita di abiti sacri ai gioielli in ceramica fino alla produzione di magliette con cardiofrequenzimetro incorporato per l’attività sportiva con misuratori del battito cardiaco. Nuove idee d’imprese crescono nel distretto industriale di Arzano. Dieci ragazzi, cinque business plan per altrettante aziende che dovrebbero sorgere nell’area a nord di Napoli e seminare occasioni di lavori e speranze di sviluppo. I cinque progetti sono il lusinghiero risultato del progetto A.Pr.I. (Arzano progetto impresa), nato neIl’ambito del POR Campania 2000 - 2006 - Misura 4.3, e sviluppato dall’intesa tra il Comune di Arzano e le società Protom Spa e RC&P Srl. Una complessa azione su una vasta area tra Napoli e Caserta. Si tratta del distretto industriale n. 5 comprendente i comuni di Aversa, Cesa. Frignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Marcellino, San Tammaro, Sant'Arpino, Succivo. Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Brianzo, Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Frattamaggiore. Grumo Nevano, Melito di Napoli. Sant'Antimo. Qui è stata sviluppata un’azione che ha creato contatti tra gli imprenditori, percorsi formativi per giovani con idee di lavoro autonomo, e la costruzione di una rete di animazione e servizio per lo sviluppo del territorio.

I cinque business plan sono stati presentati questa mattina, al Teatro Le Maschere di Arzano, nel corso di un convegno.
La tavola rotonda, moderata dal giornalista Antimo Scotto, è stata anche l’occasione di rilanciare la sfida sul territorio del distretto industriale e per fissare nuovi obiettivi. “Si tratta di idee di imprese che possono avere successo perché cercano l’innovazione nella specificità territoriale – ha detto Raffaele Cercola, professore di Marketing territoriale, presidente della Mostra d’Oltremare e partner del progetto – Valorizzano il genius loci. Esaltano la non omologazione e cercano, pur nella semplicità, lo sfruttamento di potenzialità specifiche, irripetibili. Il noleggio degli abiti da cerimonia, in un’area che conta 22mila matrimoni l’anno e che con la crisi economica, vede un impoverimento delle famiglie, può essere una idea di impresa brillante, piccola ma efficace. Anche a vendita di abiti sacri, in un’area vasta di 100mila fedeli e 30 comunità cattoliche, ha un suo mercato. Per non parlare poi di produzioni innovative come la t-shirt con tecnologia avanzata o gli accessori etnici africani e in ceramica. Idee che attingono alla tradizione locale e si inseriscono in un mercato che ne ha bisogno. Sono sfide importanti, che possono avere futuro e creare sviluppo. Su questi territori, vale molto di più un ragazzo che ce la fa e che diventa un simbolo positivo che dieci caserme dei carabinieri”.
“Iniziative come queste ricostruiscono la speranza – ha sottolineato Roberto Ferracci, della commissione straordinaria del Comune di Arzano – La vera impresa produce ricchezza e sviluppo per la collettività. Queste idee hanno un forte potenziale”. “L’ente comunale – ha detto Angela Errichiello, Comandante della Polizia municipale e responsabile attività economiche del Comune di Arzano – è lieto di aver collaborato a un progetto di questo tipo che nel tentativo di stabilire una connessione tra imprese e istituzioni, può far superare un gap che rallenta lo sviluppo”. “In Campania – ha spiegato il sindacalista Achille Capone, presidente dell’Ebac – muoiono più aziende di quanto ne nascano. Siamo indietro, non solo rispetto al nord ma anche verso regioni del centrosud come Abruzzo e Basilicata. Mettendo in rete più soggetti e lavorando su servizi e innovazioni possiamo crescere”. “La vera sfida è fare sistema – ha concluso Massimo Pierro, del distretto industriale di Arzano – se riusciamo a ragionare come un blocco territoriale potremo lanciare la scommessa dello sviluppo e vincere qualche partita importante”.

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di Redazione
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