Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Una riflessione sul sistema debito

Sallusti, Della Loggia e gli impuniti servi della Finanza

Come e perché non si parla (quasi) mai male delle banche

Sallusti, Della Loggia e gli impuniti servi della Finanza
05/06/2011, 19:06

Ho da poco terminato la lettura di un editoriale al veleno scritto da Alessandro Sallusti su "Il Giornale". E' un testo di risposta ad un altro editoriale, firmato da Ernesto Galli della Loggia, che descriveva l'entourage berlusconiano come un manipolo di servi più o meno mediocri e privi di spina dorsale.
Non volendo entrare nel merito della bagarre tra i due giornalisti, devo ammettere una cosa: tra le varie amenità più o meno imbarazzanti scritte da Sallusti, come quasi sempre accade quando una persona intelligente si trova a dover difendere a spada tratta il berlusconismo, sono  riuscito a trovare qualche spunto di riflessione interessante. All'interno dell'editoriale, verso le conclusioni, si legge difatti testualmente:"Comunque della Log­gia ha ragione sul fatto che esistono i servi. Il giornale che ha ospitato il suo articolo, il Corriere della Sera , è stato servo e servitore per oltre vent’anni del suo edito­re Gianni Agnelli, che guarda caso era anche il padrone di fatto del Pae­se. E non mi sembra che i giornalisti del suddetto quotidiano affrontino a schiena diritta i padroni delle banche, i finanzie­ri e gli industriali oggi azionisti del quotidiano di via Solferino. Ma so­no sicuro che Galli della Loggia non appartiene a questa schiera di ram­molliti e che, in qualità di intellettuale che ha a cuore le sorti del Paese, nei prossimi giorni scri­verà un secondo artico­lo senza censure o giri di parole sui servi del pote­re finanziario, giornali­sti, intellettuali o politi­ci che siano. Perché quando uno non è servo e ha le palle, nulla lo può fermare, neppure il ri­schio di perdere un ric­co contratto di collabo­razione".
Ecco: in queste poche righe sallustiane, penso siano descritti in maniera molto efficace (e desolante) i mali dell'Italia e del resto del mondo capitalista. Giornalisti costretti a trasformarsi in agenti di commercio per far sopravvivere le proprie testate o volontariamente markettari e venduti per avidità e cialtroneria. Editori-aziendalisti che come De Benedetti e Berlusconi acquistano letteralmente le opinioni di scrittori e lettori. Omissioni ed omertà più o meno clamorose che, in maniera trasversale, interessano il mondo dei benestanti e dei possidenti con il vezzo dell'opinionismo. Insomma: un incrocio strumentale di finte battaglie combattute da pochi ricchi per distrarre i sempre più numerosi poveri di questo sempre più sgangherato sistema socio economico.
Sullo sfondo delle beghe tra milionari (simil calciatori) che vedono la plebaglia ammazzarsi e fottersi facendo il tifo ora per il presunto rappresentante della destra, ora per il sedicente alfiere della sinistra, ci sono un welfare che viene sgretolato e distrutto giornalmente, il 50% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni che non hanno un lavoro, la benzina che anche grazie alle perenni (ed illegali) accise ha superato gli 1.6 euro per litro e le tasse che aumentano in contemporanea ai servizi offerti. Su quest'ultimo punto, probabilmente, val la pena spendere qualche parola e porsi una domanda retorica: occorre un genio dell'alta finanza per comprendere che, aumentare l'imposizione fiscale, dovrebbe al contempo garantire un sistema di welfare più granitico e solidale e servizi più efficienti? Come mai, in particolare in Italia, il biglietto del treno aumenta di ben 50 centesimi in 12 mesi ma le carrozze fatiscenti non vengono sostituite, le corse non vengono velocizzate e migliorate ed il contribuente è sempre più schiacciato dalle tasse?
E allora, se Sallusti si accontenta del suo poco dignitoso status di "libero servo" e Della Loggia si ricorda che Berlusconi è brutto è cattivo solo con molto (troppo) ritardo, perché il resto della popolazione italiana non riesce a rendersi conto fin da subito che è stata privata di tutto e che le cose andranno sempre peggio? Che il debito strozzinesco imposto dalla banche sarà ogni giorno più grande, che il circolo vizioso di questo sistema economico-finanziario prevede la consacrazione di un'autentica "riccocrazia" dove conta e vince solo chi ha accumulato abbastanza denari? Perché, soprattutto ai più giovani e quindi pieni d'energie, risulta così difficile guardarsi intorno e dirsi:"Basta così. Basta continuare ad iscriversi all'Università sapendo di non avere alcun futuro professionale. Basta rincoglionirsi con tv e cellulari next gen. Basta tenere il capo chino e limitarsi alla placida lamentela da bar".
Sallusti ha sottolineato (forse involontariamente) un aspetto che dovrebbe far riflettere anche i cittadini più intorpiditi. Se questo popolo continuerà ad accontentarsi della sussistenza e sarà così cinico ed egoista da non riuscire a far esplodere la rivolta prima di aver perso tutto, allora meriterà sul serio di non vedersi riconosciuto più alcun diritto.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©