Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Napoli. L'ordine ha discusso anche di certificazioni

Seconda giornata Dottori Commercialisti: accesso al credito


.

Seconda giornata Dottori Commercialisti: accesso al credito
23/10/2010, 10:10

NAPOLI - Proposte di legge in tema di insolvenza civile e di certificazione di accesso al credito, green economy e quote di genere: queste alcune delle questioni in programma per la seconda giornata del Congresso nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili che si sta svolgendo alla Mostra d'Oltremare. I lavori hanno preso il via dal tema della mediazione civile e della gestione dei patrimoni sequestrati «I liberi professionisti al servizio del paese», questo il titolo del primo incontro. I riflettori sono puntati su due nuovi ambiti di lavoro per i commercialisti: la mediazione civile e commerciale ex L. 69/2009 e D.Lgs. 28/2010, che costituisce per il professionista una opportunità di diventare non solo mediatore ma anche consulente di fiducia delle parti. La formazione aziendalistica dei commercialisti, poi, può essere utile per gestire i patrimoni sequestrati – aziende, ma anche beni mobili o immobili. Con il d.lgs. 14/2010 infatti è stato istituito l'Albo degli amministratori giudiziari, e tra i soggetti cui spetta l'amministrazione, la gestione e la custodia dei beni sequestrati e confiscati figurano anche i commercialisti. Durante il primo incontro l'Ordine dei dottori commercialisti ha diffuso i primi dati relativi alle nuove misure in tema di patrimoni sequestrati. Oltre 5mila le domande di commercialisti da tutta Italia di iscrizione all'albo degli amminis tratori giudiziari; sequestri per un valore 15 miliardi di euro e confische per 3 miliardi, che vengono gestiti dall'agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. Somme recuperate al 31 agosto 2010 (Fondo unico di Giustizia): 2.202 milioni di euro. I beni recuperati sono stati assegnati in gran parte a comuni province e regioni, ma anche a ministeri ed enti di sicurezza e soccorso. «C'è un impegno che ha raccolto ottimi risultati nell'ultimo biennio - ha dichiarato Vincenzo Giglio, presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria -. Come giudice delegato gestisco circa 150 amministrazion i giudiziarie che hanno ad oggetto un patrimonio di circa un miliardo di euro. Ciò che chiedo allo stato è di sapere cosa fare di questa enorme ricchezza: oltre all'amministrazione dei beni, chiedo di sapere qual è la nostra mission rispetto al grande patrimonio imprenditoriale del territorio. Quest'azione corale dovrebbe essere affinata con strumenti di dettaglio».

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©