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Per la Campania numeri più clementi

Si ferma l’economia, i prezzi non corrono più

Disoccupazione e povertà hanno bloccato i consumi

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Si ferma l’economia, i prezzi non corrono più
22/08/2011, 14:08

CAMPANIA – L’economia è in crisi. Un dato di fatto ormai, avvalorato anche dall’ultimo bollettino Istat che racconta di una Campania dove persino l’inflazione risente sensibilmente della recessione. Disoccupazione e povertà hanno bloccato i consumi e, dunque, l’offerta appare spropositata rispetto a quanto le famiglie sono disposte a pagare. Si sono arenati anche i prezzi dei beni di prima necessità, tenuti ancor più bassi dalla concorrenza spietata messa in campo degli ipermercati.

I prodotti che hanno subito aumenti meno sensibili sono quelli alimentari come pasta, analcolici e vino,  ma in particolare i non lavorati come frutta e verdura. La crisi, invece, non ha frenato i rincari nei settori dei servizi quali trasporti e turismo per non parlare dei picchi record di gasolio e benzina. 

Possono consolarsi però, i campani perché in regioni come Valle d’Aosta e Puglia, il tasso d’inflazione resta più alto, mentre il listino di luglio riserva per i campani numeri più clementi. Confrontando, infatti, i prezzi medi di fine mese scorso con quelli di un anno fa, l’aumento complessivo si ferma al 2,3 %. Poco rispetto alla prima parte del 2011, quando si era arrivati ad un aumento medio del 2,7% e rispetto al resto d’Italia. Basti pensare che il podio, composto dal Lazio insieme ai pugliesi e aostani si assesta su un livello di inflazione tra il 3,2 % ed il 3,9%.

Per Sergio Sciarelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese alla Federico II di Napoli, un’inflazione è sempre determinata da una serie di concause, ma appare chiaro che in Campania la recessione sta giocando un ruolo decisivo sull’andamento dei prezzi. Insomma, al momento, la Campania appare impossibilitata a spendere e a rimettere in moto l’economia.

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di Rossella Marino
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