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Parla Marco Catalano, viceprocuratore della Corte dei Conti

Società pubbliche, Catalano: “Piani economici e rispetto delle attività per frenare fallimenti”

Al forum promosso dai dottori commercialisti di Napoli

Società pubbliche, Catalano: “Piani economici e rispetto delle attività per frenare fallimenti”
24/04/2018, 08:51

NAPOLI – “Per le società pubbliche occorre prevedere un piano economico-finanziario sin dalla creazione. E poi bisogna evitare che nel corso della sua attività, la stessa società venga caricata di ulteriori compiti che non le spettavano dall’inizio. Si tratta di due misure necessarie per affrontare alcune delle numerose criticità delle società a partecipazione pubblica sono numerose. Occorre ricordare che un eventuale fallimenti di una società pubblica ha sempre una ripercussione sociale più o meno grave”. Lo ha detto Marco Catalano, viceprocuratore della Corte dei Conti della Campania, aprendo il convegno “Gestione e governance delle società partecipate pubbliche”.

 “Come professionisti siamo chiamati a svolgere vari ruoli in un contesto non facile, nelle amministrazioni e nei Collegi sindacali – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente Odcec Napoli -. La normativa è particolarmente complessa ed è nostro dovere spingere, con la nostra professionalità e competenza, affinché queste partecipate pubbliche possano continuare a fornire servizi di pubblica utilità”.

Livia De Gennaro, Giudice sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli, ha affermato: “Il destino delle società pubbliche è di rilevanza sociale. Oggi si cerca di attuare strumenti che riescano a contemperare i contrapposti interessi: quelli pubblici, come l’erogazione di un servizio, e quelli del ceto creditorio, e dunque il soddisfacimento immediato delle pretese dei creditori. Forse più che parlare di fallimenti si dovrebbe parlare di quali scelte fare per tenere insieme questi contrapposti interessi”.

Per Umberto De Gregorio, Presidente EAV: “Per le società partecipate resta irrisolto il nodo centrale: a queste si applica, infatti, tutta la normativa del pubblico e tutta quella del privato, dunque si tratta di fatto di società imbalsamate. Per farle muovere bisognerebbe affrontare rischi e responsabilità che non sono commisurate alla retribuzione. Una soluzione? Prevedere adeguate misure su chi possa essere amministratore di queste società: servono persone professionali e non politicanti”.

Infine Liliana Speranza, Consigliere Odcec Napoli, ha evidenziato: “Le società pubbliche rappresentano una costola delle istituzioni: senza di loro, gli enti non avrebbero la possibilità di avviare le proprie attività. Credo che un ragionamento importante e di grande consistenza da parte dei commercialisti sulle varie sfaccettature delle società pubbliche sia più che opportuno”.

Al convegno hanno partecipato Matteo De Lise, Consigliere Odcec Napoli; Ferruccio Capalbo, Sostituto Procuratore della Corte dei Conti di Napoli; Achille Coppola, Segretario nazionale dei Commercialisti; Andrea De Giacomo, Amministratore unico Napoli Servizi S.p.A; Giuseppe Dongiacomo, Consigliere della Corte di Cassazione; Amedeo Manzo, Amministratore unico di Napoli Holding S.p.A.; Francesco Mascolo, Direttore Generale della società partecipata ASIA Napoli S.p.A.; Mario Mustilli, Presidente di Sviluppo Campania; Arturo Capasso, Professor ordinario Economia e Gestione delle Imprese Università del Sannio Benevento; Raffaele Lupacchini, Odcec Napoli.

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di Emilia Velardi
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