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Il paese rimane in "serie B" ma c'è speranza per il futuro

S&P promuove Monti, Italia in ripresa


S&P promuove Monti, Italia in ripresa
07/03/2012, 21:03

NEW YORK - Dopo tante bacchettate per l'Italia arriva oggi, e a sorpresa, una promozione da parte di Standard & Poor's. Le parole di uno dei tre giudici del debito sovrano mondiale non migliorano ancora il rating del paese, finito in serie B proprio ad opera dell'agenzia di valutazione del debito americana nel gennaio scorso (BBB con un + di consolazione è il voto attuale) ma almeno lascia sperare che la caduta senza fine del giudizio e della credibilità del paese, la stagione dei tagli continui (anche di due posizioni come nell'ultimo caso) possa dirsi conclusa. A cambiare le prospettiva e a dipingere con un pò di colore il quadro grigio di fine 2011 è ancora una volta il governo tecnico e soprattutto sono le misure varate dall'esecutivo e quelle approvate dal Parlamento. L'Italia ora è in una posizione diversa, viene sottolineato a New York dai guardiani del mercato, non è più sul banco degli imputati come al G20 di Cannes ma quasi sotto i riflettori, un pò come l'allievo indisciplinato che ha potenziale e non studia e fa poi tirare a tutti un sospiro di sollievo quando svolge brillantemente il proprio compito diventando quasi un esempio per i più pigri. «La visita del primo ministro italiano Mario Monti negli Stati Uniti ha suscitato reazioni molto positive», afferma John Chambers, direttore per i debiti sovrani di Standard & Poor's, durante una conferenza nella Grande Mela. «Monti - sottolinea ancora - ha presentato obiettivi ambiziosi, e l'Italia ora è in una buona posizione». Roma deve risolvere ancora il problema del debito, ovviamente, ribadisce Citibank, uno dei grandi colossi finanziari americani e mondiali, perchè le mosse della Bce e l'austerità da sole non bastano, ma Monti è una garanzia anche per Wall Street, che chiede perciò più spazio e più tempo per il presidente del Consiglio italiano. «Per quanto riguarda la situazione dell'Italia è impensabile che semplici manovre di austerità possano risolvere la crisi. Deve essere dato spazio a Monti nel suo tentativo di rilanciare la crescita», spiega senza mezzi termini Alberto Cribiore, vice Ceo di Citibank nella stessa conferenza stampa a New York. «Se l'Italia non risolve il problema del debito - ha aggiunto - l'attività di Draghi serve a poco perchè l'iniezione di liquidità accoppiata all'austerità non è garanzia di crescita». Le misure che avevano impressionato la Merkel ora iniziano a sorprendere e scuotere anche i mercati, anche se, lo ripetono tutti, mercati, politici, analisti, ma soprattutto le stime e le statistiche ufficiali, possiamo solo pensare di aver iniziato (forse e speriamo) a staccarci dal fondo, per una risalita vera e propria bisogna aspettare: il Pil quest'anno crollerà tra lo 0,5% stimato dall'Ocse, l'1,3% della Commissione Ue, l'1,5% di Bankitalia e il 2,2% del più pessimistico Fondo monetario internazionale. Insomma il clima è cambiato, il secondo quadrimestre è certamente migliore del primo, ma per una promozione vera serve un altro sforzo, la crescita.

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di Valerio Esca
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