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In 4 anni, l'aumento dei salari è stato solo del 3,3%

Stipendi italiani tra i più bassi d'Europa

I dati Eurostat si riferiscono alle retribuzioni lorde 2009

Stipendi italiani tra i più bassi d'Europa
26/02/2012, 17:02

ROMA - Il governo italiano sta cercando di emergere dalla crisi economica, anche se i lavoratori devono aspettare ancora per tirare un sospiro di sollievo. Il nostro Paese è tra gli ultimi nella classifica europea delle retribuzioni lorde annue. Stipendi bassi che fanno scivolare l’Italia in dodicesima posizione, più giù rispetto ad altri paesi in difficoltà economiche, come l’Irlanda, la Grecia e la Spagna. I dati sono stati elaborati dall’ufficio statistico di Eurostat e sono relativi al 2009, in piena crisi economica. L’aumento dei salari italiani è molto più basso dei cugini iberici. In quattro anni dal 2005 al 2009, in Italia c’è stato un rialzo del 3,3% degli stipendi, mentre in Spagna è risultato del 29,4% e in Portogallo del 22%. Paesi con un tenore di vita più elevato hanno avuto negli stessi anni un incremento salariale minore, ma comunque più alto di quello italiano. In Lussemburgo l’aumento è stato del 16,1%, in Olanda del 14,7%, in Belgio dell’11%, in Francia del 10% e in Germania del 6,2%.
Tra i dati Eurostat più significativi, si registra il valore dello stipendio annuo per un lavoratore di un’azienda dell’industria o dei servizi. In ditte italiane con almeno 10 dipendenti, lo stipendio di un lavoratore è pari a 23.406 euro, la metà di quanto guadagnano in Lussemburgo con 48.914 euro, in Olanda con 44.412 euro e in Germania con 41.100 euro in media. Tra i paesi in difficoltà, gli stipendi italiani nell’industria e nei servizi riescono a superare solo quelli del Portogallo, dove si guadagna 17.129 euro l’anno. Unica nota positiva tra i dati relativi ai salari italiani riguarda la differenza tra gli stipendi percepiti dagli uomini e quelli percepiti dalle donne. L’Eurostat ha registrato il gap nei salari tra maschi e femmine in tutta Europa. Sempre nel 2009, in Italia la ‘discriminazione’ tra stipendi è del 5%, ben sotto la media europea del 17%. Ma si tratta di un dato falsato perché l’Italia non può certo vantare un alto tasso di occupazione femminile, così come il Portogallo, la Polonia, la Romania e la Bulgaria, laddove il gap tra salari degli uomini e delle donne è molto ridotto.

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di Emanuele De Lucia
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