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Eurocamera partecipa a nomina supervisore

Supervisione Bce, ok dalle banche e dal Parlamento Ue

Dal 1 marzo 2014 avrà il potere di monitorare le banche

Supervisione Bce, ok dalle banche e dal Parlamento Ue
19/03/2013, 20:06

BRUXELLES - Anche il Parlamento Ue dice sì alla supervisione bancaria unica sotto la Bce, e con lo stesso impianto con cui l'aveva definita l'Ecofin di dicembre. Presidenza Ue e Parlamento hanno raggiunto oggi un accordo che non tocca le fondamenta del piano deciso dai ministri delle Finanze europei ma concede all'eurocamera più voce in capitolo. In base all'accordo definito all'Ecofin di dicembre, dal 1 marzo 2014 la Bce avrà il potere di monitorare tutte le banche della zona euro - e dei Paesi fuori dalla moneta unica che aderiranno all'unione - con asset per almeno 30 miliardi di euro o che rappresentano il 20% del pil del Paese. L'accordo raggiunto con il Parlamento Ue non modifica queste caratteristiche ma concede un ruolo maggiore al Parlamento nella nomina del capo e del vice del “Consiglio dei supervisori”, il nuovo organismo della Bce incaricato della sorveglianza. Inoltre, rafforza la protezione dei Paesi non-euro che volessero partecipare alla supervisione, assicurando loro un trattamento identico a quelli dell'euro. Rafforzato anche il ruolo dell'Eba, finora incaricata della supervisione assieme alle autorità nazionali e che con la nuova supervisione unica resterà a coordinare la sorveglianza a livello dei 27. L'Eba potrà anche condurre stress test in autonomia. “E' un grande risultato verso la costruzione di un'unione bancaria ma non è sufficiente ad esempio per i problemi di Cipro che dimostrano come abbiamo bisogno del meccanismo di risoluzione bancaria per gestire i fallimenti e uno schema di garanzie sui depositi”, ha detto il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz. Anche i Verdi europei chiedono di proseguire con le successive tappe dell'unione bancaria e soprattutto con un sistema integrato di garanzie sui depositi che protegga i risparmiatori, punto sul quale gli Stati membri sono invece ancora divisi perché non è chiaro chi coprirebbe le garanzie. Il Ppe sottolinea come il Parlamento Ue abbia ottenuto di aumentare la trasparenza della supervisione e possa quindi chiedere conto alla Bce delle sue decisioni, mentre i liberali lamentano che i Paesi non euro che decidano di aderire, possano poi chiamarsi fuori dalla sorveglianza quando vogliono. Un successo su tutta la linea per il commissario ai servizi finanziari Michel Barnier, secondo cui già con questa sorveglianza si sarebbero potute evitare molte crisi, come la Dexia dove ben “tre supervisori nazionali non sono riusciti a controllare il sistema”, e anche Spagna e Cipro si sarebbero potute prevenire.

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di Valerio Esca
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