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Francia, Gb e Germania accelerano senza Berlusconi

Tassa sulle banche: c'è il sì di tre Paesi. L'Italia è fuori


Tassa sulle banche: c'è il sì di tre Paesi. L'Italia è fuori
22/06/2010, 18:06

Si accelerano i tempi per l’introduzione dell'imposta sulle banche europee. Un balzello che finora trova il placet di tre Paesi dell'Ue, nonostante la bocciatura del premier italiano Silvio Berlusconi che l’aveva definito “ridicolo”. Terminati i dibattiti che avrebbero potuto ostacolare l’attivazione della legge, si procede senza voltarsi più indietro. Italia fuori dalle trattative, dunque, mentre si marcia spediti verso lo stringimento dei tempi per l’applicazione del balzello che potrebbe apportare "un contributo giusto e sostanziale alle spese generate dagli interventi governativi per il salvataggio del sistema bancario". Dopo l’intesa raggiunta in sede Ue il 17 giugno, e a pochi giorni dal G20 di Toronto, i governi di Gran Bretagna, Francia e Germania fanno il primo passo verso l’effettiva introduzione di una tassa sulle banche. Attraverso una dichiarazione congiunta, poco dopo l’annuncio del cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne su una tassa in questo senso in Gran Bretagna da inizio 2011, le tre grandi dell’area Euro si sono espresse favorevolmente sull’introduzione della tassa sulle banche. “Alla luce dell’accordo in seno al G20 - si legge nella dichiarazione pubblicata sul sito del ministero del Tesoro britannico - i governi francese, britannico e tedesco propongono di introdurre una tassa basata sugli utili delle banche”. “La tassa britannica è stata annunciata oggi, la Francia presenterà i dettagli nella prossima finanziaria e la Germania ha annunciato le linee generali di una tassa sulle banche a fine marzo e presenterà una legge entro fine estate", prosegue la dichiarazione. Queste tasse, dice ancora la dichiarazione, "possono differire una dall'altra, riflettendo le condizioni economiche e i sistemi fiscali differenti tra un paese e l'altro, ma il livello dela tassa terrà conto della necessità di assicurare un equilibrio”.  I tre governi “vogliono applicare completamente l'ambizioso programma di riforma del settore finanziario del G20, e sono ansiosi di poter discutere queste proposte con i partner internazionali al G20 del 24 giugno", conclude il documento.

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di Davide Gambardella
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