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Tassazione alta, stipendi bassi, disoccupazione. Tutto collegato?


Tassazione alta, stipendi bassi, disoccupazione. Tutto collegato?
27/02/2012, 11:02

Uno studio reso noto ieri dice che in Italia gli stipendi medi sono i più bassi di Europa. I dati sono relativi al 2009, quindi è probabile che adesso - a causa dei pesantissimi tagli agli stipendi fatti in Grecia - siamo al penultimo posto, ma cambia poco.
Quello che stupisce sono i commenti. Sui mass media nessuno ha esaminato cosa questo significhi, rispetto alla nostra situazione economica. Eppure i 23 mila euro annui (lordi, detratte le tasse siamo poco sopra i 1000 euro) di stipendio medio sono proprio la causa di tutti i nostri problemi economici. Vediamo perchè.
Avere un basso stipendio significa da una parte pagare poche tasse e dall'altra comprare meno beni; cosa che a sua volta rende difficili le cose ai commercianti, che vendono pochi beni e quindi da una parte pagano anche loro meno tasse, e dall'altra sono costretti ad aumentare l'utile su ogni bene venduto, provocando un aumento dei prezzi. Dati che rendono impossibile far crescere il Pil ed aumentare le entrate fiscali senza aumentare la percentuale di tasse che ognuno deve pagare.
Ma perchè lo stipendio medio è così basso? Questo dipende da molti fattori combinati. Il primo è la forte disoccupazione: ovviamente, più persone sono disponibili ad occupare un posto di lavoro lasciato libero, più l'imprenditore può abbassare l'offerta di salario. A questo si aggiunge l'enorme possibilità di contratti di lavoro precario, che consente di tenere il salario ancora più basso. Dopo tutto non è difficile capire che se uno ha un contratto precario, c'è sempre un ricatto - implicito o esplicito fa poca differenza - basato sul "O lavori come dico io e ai prezzi che dico io oppure quella è la porta". E con la fortissima disoccupazione che c'è in Italia (l'Istat dice che siamo a meno del 9%, ma se aggiungiamo cassintegrati e "scoraggiati", cioè quelli che non lavorano e non cercano lavoro, arriviamo quasi al 15%), lasciare un lavoro, per quanto precario, è difficile per gran parte dei lavoratori.
Come si vede quindi, è un circolo vizioso: l'imprenditore abbassa il più possibile gli stipendi ai propri dipendenti, questi non hanno i soldi per comprare i beni, al di fuori di quelli essenziali, e questo riduce i guadagni degli imprenditori che licenziano e così via. Basterebbe un minimo di intelligenza economica per rovesciare questo circolo, come avviene in Germania, per avere una situazione di crescita e non di recessione: l'imprenditore paga i propri dipendenti più del minimo, questi hanno i soldi per acquistare e fanno girare l'economia.
Su questo si sovrappone il problema della tassazione. Si dice che è alta, a livello della Danimarca. In realtà per chi paga le tasse (lavoratori dipendenti e pensionati) è anche più alta. Mentre per gli imprenditori dipende: se uno vuole pagare le tasse, paga tanto anche lui; se vuole pagare di meno, non ci sono seri controlli che glielo impediscano. E' chiaro che in questa situazione le buste paga pesano sempre di meno: se gli imprenditori pagassero tutte le tasse, la tassazione generale diminuirebbe e quindi i quasi 2000 euro lordi che si incassano diventano non "poco più di mille", come ho detto prima, ma magari 1500, cosa già molto diversa.
Insomma, un intreccio di situazioni che può essere positivo o negativo: negativo in Italia, positivo in Germania. Sono forse geneticamente superiori? No, semplicemente hanno un modo di ragionare diverso. Un cittadino tedesco non si sognerebbe mai di votare una persona che non è più che "pulita", che abbia dimostrato di non avere problemi con la giustizia e così via. Invece in Parlamento sono decenni che vengono eletti ladri, mafiosi e quant'altro. Tutte persone che ovviamente non hanno alcun interesse che non sia il proprio e dei suoi amici. Quindi perchè stupirsi se si guardano bene dal risanare questi problemi? Non che in Germania siano dei santi, i politici. Ma almeno sono costretti ad agire in maniera da non far incavolare il popolo, se non vogliono rinunciare a ciò che hanno. E' di pochi giorni fa la notizia delle dimissioni del Presidente Wullf perchè ha avuto 500 mila euro in prestito al tasso del 4%, un tasso agevolato, e perchè gli hanno pagato un conto d'albergo di 750 euro. Qualche mese fa si era dimesso il Ministro della Difesa perchè aveva messo nella sua tesi di dottorato dei pezzi tratti da altri testi senza indicarne la fonte. E possiamo fare qualche esempio più vecchio: Helmut Kohl, il padre dell'unificazione tra le due Germanie venne accusato di aver preso tangenti per il suo partito. Da allora nessuno lo ha più sentito.
Invece in Italia sembra che ormai aver commesso reati sia un requisito indispensabile per entrare in Parlamento: oltre il 10% dei parlamentari sono indagati, sotto processo o condannati. Se gli italiani continuano a votarli, poi non si devono lamentare se va tutto male. E' tutto legato.

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di Antonio Rispoli
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