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Il governo punta ad unificare Imu, Tares e Irperf

Tasse, Il destino dell’Imu in tre ipotesi


Tasse, Il destino dell’Imu in tre ipotesi
04/05/2013, 15:07

ROMA - Il nodo scorsoio per una conviviale  intesa di governo tra Pd e PdL ruota attorno alla questione dell’Imu.  La rimarcata promessa “berlusconiana”, seguita bene o male un po’ da tutti in campagna elettorale, di abolire l’Imu e restituire agli italiani la tassa già pagata è lo strumento con cui il PdL tenta di strappare la golden share del governo Letta. Proprio il neopremier, durante le sue visite istituzionali all’estero, ha più volte sottolineato che a giugno cesseranno i pagamenti della tassa sulla casa, e successivamente rimodularla.  Allo studio dei tecnici del Governo in queste ore ci sono tre macro-ipotesi per sciogliere il nodo dell’impegno assunto anche in Parlamento da Enrico Letta, durante il dibattito sulla fiducia al governo.
La prima ipotesi è quella di sostituire l’Imu con la “Service tax”, in pratica sul modello francese, dove i Comuni riscuotono per tutti i servizi che erogano ai cittadini (rifiuti e non solo) una tassa onnicomprensiva che consiste in un prelievo nel quale rientrano solo le case di lusso.
La seconda ipotesi prende invece spunto dal modello tedesco: anziché l’Imu i cittadini potrebbero pagare una sorta di tassa federale, ovvero un’imposta legata alla rivalutazione delle rendite e gestita direttamente dai Comuni. Questa eventuale strada, qualora percorsa, comporterebbe la totale riforma del catasto.
Infine c’è l’ultima ipotesi, l’unica che non prevede la cancellazione totale dell’attuale Imu ma solo una sua robusta rimodulazione: in tal caso i tecnici lavoreranno soprattutto sull’ampliamento delle detrazioni per la prima casa e i carichi di famiglia. Il prelievo resterebbe nei fatti ma molto legato al reddito reale e all’Isee (l’indicatore socio-economico equivalente).
Quel che conta è che al di là delle polemiche delle ultime ore, Letta ed il nuovo governo sembrano determinati ad andare oltre la mera sospensione dell’Imu annunciata per giugno e a superare l’imposta più discussa e forse odiata dagli italiani.

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di Felice Massimo de Falco
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