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Si valuteranno tutte le ipotesi per tutelare i lavoratori

Termini Imerese: la trattativa è rinviata a marzo


Termini Imerese: la trattativa è rinviata a marzo
05/02/2010, 22:02

ROMA – Al Ministero delle attività produttive si è svolto l’incontro tra le parti sociale per evitare la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Da Roma è arrivato un sostanziale nulla di fatto con il rinvio al prossimo 5 marzo, quando saranno valutate dall'advisor Invitalia le sette ipotesi di sviluppo di Termini Imerese. La Fiat ha confermato la propria disponibilità a collaborare attivamente ad identificare soluzioni industriali per quanto riguarda gli aspetti occupazionali produttivi dell'area.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha individuato in Invitalia SpA la struttura che svolgerà la funzione di advisor per l'analisi e i necessari approfondimenti tecnici relativi alle diverse ipotesi di investimento nell'area che sono già stata anticipate e a quelle che eventualmente giungeranno.
Uno dei motivi di fondo della chiusura di Termini Imerese sta nella inadeguatezza dell’impianto che è troppo piccolo (appena 50 mila auto nel 2009) rispetto agli standard di economicità. Per ridurre i costi, uno stabilimento d’auto moderno deve produrre molte auto di una sola piattaforma. La piattaforma è lo scheletro di un’auto: pianale, motore, freni, cambio. Ad esempio a Tichy, in Polonia, Fiat concentra tutte le auto di piattaforma A (500 e Panda). Ne consegue che in Polonia 6.100 dipendenti sfornano 600 mila auto con evidenti economie di scala. Discorso analogo per Melfi (piattaforma B-Punto) e Cassino (piattaforma C-Fiat Bravo; Lancia Delta; Alfa Giulietta).

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di Mario Aurilia
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