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Bce fuori dai mercati. Fine degli interventi di sostegno?

Titoli di Stato: la tensione è in aumento

Atteso prima di gennaio il verdetto di Standard&Poor’s

Titoli di Stato: la tensione è in aumento
24/12/2011, 11:12

 Alti e bassi, questi i movimenti che per tutta la giornata hanno avuto i Btp fino a raggiungere una differenza di rendimento con i Bund tedeschi fino a 515 punti. Un vero è proprio salto che si è abbassato leggermente solo in chiusura con una quota di 502. Non sembrano voler scendere quindi gli Spread che si trovano sopra i 500 punti.
Movimenti importanti sono stati fatti da chi ha comprato il decennale a prezzi di saldo assicurandosi così rendimenti superiori al 7%. Non si sono verificati gli stessi ottimi affari, per chi invece si è tenuto fuori dai mercati come la Bce, che non si è praticamente vista. Del resto non potevamo aspettarci una situazione differente data la comunicazione fatta dalla stessa banca centrale, proprio ieri sera, nella quale ricordava che la scorsa settimana l’Eurotower aveva rischiato di azzerare tutti gli acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario. Di appena 19 milioni di euro è stato il prezzo al quale ha comprato bond, rispetto ai 3,36 miliardi di euro dei sette giorni prima.
Analizzando la situazione di questi giorni sembra proprio che la situazione preannunciata da Draghi più volte si stia per verificare, e cioè che la Bce a breve possa porre fine agli interventi di sostegno ai paesi sotto il tiro della speculazione. Ma non bisogna giungere a conclusioni avventate. Fatto sta che da dopo l’estate gli acquisti hanno interessato per grandi linee solo i Btp. La Germania inoltre non nasconde il proprio malcontento nei riguardi di questi interventi che, secondo la stessa, potrebbero mettere a rischio la credibilità della banca centrale dell’euro e della moneta unica. L’ultimo intervento, risale ad appena quattro giorni fa, quando la Bce per alleggerire le difficoltà degli approvvigionamenti delle banche, ha distribuito agli istituti europei quasi 500 miliardi di euro di prestiti a tre anni a tasso zero dell’1%. La prossima spesa potrebbe avvenire a fine febbraio.
Al momento si percepisce nell’aria grande prudenza soprattutto in vista della prossima settimana, quando il Tesoro metterà all’asta un’altra manciata di titoli di Stato. La difficoltà sarà quella di prevedere che direzione prenderanno i tassi di interesse rispetto alle ultime offerte.
Il verdetto di Standard&Poor’s sul rating dell’eurozona è atteso non prima di gennaio e nel frattempo la situazione sugli sviluppi della crisi dei debiti europei preoccupa ,soprattutto se si considera l’impatto che potrebbe avere sui costi dei finanziamenti degli Stati. Quindici paesi dell’eurozona rischiano di veder declassato il proprio voto di affidabilità. Fuori dai giochi invece Cipro e la Grecia, già valutata a livelli bassissimi. La paura colpisce questa volta anche chi godeva di una tripla A come Parigi, che trema all’idea di perdere due gradini. Tra i sei paesi virtuosi anche Austria, Finlandia, Germania, Lussemburgo e Olanda, potrebbero scendere di livello, ma per loro il rischio è solo di una postazione.
“Realmente preoccupato” si dice il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker circa gli avvertimenti comunicati dall’agenzia di rating e le cui conseguenze sarebbero tensioni aggiuntive sui mercati di titoli di Stato.
Anche a Piazza Affari, così come sul mercato dei titoli di Stato, si sono verificato scambi ridotti: . Il Mib ha chiuso a +0,31%, Londra ha guadagnato l’1,02%, Francoforte lo 0,46% e Parigi lo 0,99%. Una dimostrazione di come le Borse stanno risentendo di tutta questa situazione che vede l’Italia al centro di una recessione.

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di Alessia Tritone
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