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No dall'Inghilterra:"Ha senso solo se su scala globale"

Tobin Tax: la proposta sembra piacere solo a Merkel e Sarkozy

La nuova imposta non convince nemmeno la Bce

Tobin Tax: la proposta sembra piacere solo a Merkel e Sarkozy
17/08/2011, 18:08

FRANCOFORTE - E da circa 40 anni che la "Tobin 2Tax, proposta dal premio Nobel per l'Economia James Tobin per colpire le speculazioni a breve termine e nel corso degli anni snaturata dalla politica rispetto alla sua natura originaria, viene sventolata dai governi di mezzo mondo come possibile provvedimento per rimpinguare le casse erariali degli stati (o dei gruppi di stati) colpiti da crisi economico-finanziarie.
Nella giornata di ieri, Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel hanno annunciato alla stampa che, tale imposta, sarebbe stata discussa e probabilmente approvata già nel mese di settembre. Dal 1972 ad oggi, la Tobin Tax è stata evocata e rievocata a più riprese; in particolar modo dai politici progressisti e vicini al pensiero no global. Nell'immaginario collettivo, infatti, tale misura serve a tassare direttamente anche i movimenti di denaro (spesso volatile) effettuati dai grandi capitalisti.
In verità, come lo stesso Tobin precisò poco prima di morire (era il 2000), tale "tax" venne cogitata con l'intento di colpire le transazioni valutarie; impedendo , in tal modo, eccessive fluttuazioni nei tassi di cambio. Nell'idea del suo "papà", però, il denaro recuperato dall'applicazione dell'imposta sarebbe dovuto finire direttamente nelle casse della Banca Mondiale e, in seconda istanza, devoluto ai paesi in via di sviluppo. L'intento del duo franco-tedesco, invece, è quello di stabilizzare i mercati e, soprattutto, prevede che i ricavi provenienti da tale nuova tassa vadano a finire direttamente all'erario.
Ma a quanto ammonterebbe la nuova imposta? Stando alla proposta avanzata circa 2 mesi fa dal presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso, per scongiurare l'evasione fiscale, il prelievo sarebbe inzialmente stato minimo: 0.01% per la transazioni sui derivati e 0,1% per quelle legate ai bond. Sebbene il duo Merkel-Sarkozy ieri non abbia parlato di dettagli e di numeri precisi, dopo poche ore dall'annuncio di potenziale approvazione, la Tobin Tax è stata bocciata in maniera praticamente unanime dalle banche tedeshce e britanniche e da diversi leader politici (tra cui il premier irlandese Michael Noonan).
Per la Association for Financial Markets in Europe (AFME), organizzazione che rappresenta le principali banche europee, l'eventuale misura fiscale non farebbe altro che aumentare i costi operativi del settore di riferimento e, di conseguenza, produrrebbe un ulteriore blocco della crescita economica. Per il premier Islandese, invece, la Tobin Tax avrebbe senso solo se applicata a tutti e 27 gli stati dell'Ue e non solo ai 17 dell'Eurozona. Chiara anche la posizione del governo inglese:"Il governo britannico ha assunto una posizione chiara in merito: una misura del genere sarebbe efficace solo se adottata su scala globale. Altrimenti le conseguenze sarebbero una distorsione dei mercati globali". Dello stesso avviso anche il presidente della Banca Centrale Europea
Jean-Claude Trichet. In ultimo, anche il gestore della borsa di Francoforte, Deutsche Börse, si dice convinto che la misura sarebbe incapace di aumentare l'integrità e la sicurezza dei mercati finanziari e, al contrario, rappresenterebbe solo un incentivo per spostare le transazioni su piattaforme dove la tassa non è in vigore.
L'unica ipotesi che appare dunque generalmente accettata ed accettabile, anche a rigor di logica globale, riguarda l'eventuale applicazione della Tobin Tax non solo a livello microueropeo ma, più in generale, a livello mondiale.

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di Germano Milite
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