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TONNO ROSSO: DA MARRAKECH TAGLI AL COMPARTO


TONNO ROSSO: DA MARRAKECH TAGLI AL COMPARTO
25/11/2008, 15:11

Si è conclusa durante lascorsa notte la sessione dell'International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT) con il voto della risoluzione che ha ridotto drasticamente il Totale Ammissibile di Catture

(TAC) per gli anni 2009 e 2010.

La risoluzione è stata adottata con il solo voto contrario della Libia, mentre in sede di coordinamento trai i Paesi UE, la sola opposizione è stata espressa dalla delegazione italiana sulla base delle direttive impartite dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Luca Zaia.

Un taglio assurdo ed ingiustificato del TAC (22.000 t. per il 2009 e 19.900 t. per il 2010), con l¹assegnazione alla pesca UE di 12.406 t. per il 2009 e

11.237 t. per il 2010, oltre alla riduzione della stagione di pesca a soli 60 giorni l¹anno (dal 16 aprile al 14 giugno) per le unità abilitate alla pesca a circuizione. E ciò a conclusione di un negoziato condotto esclusivamente sull¹avviso espresso dal Comitato Permanente di Ricerca e Statistica dell¹ICCAT che, nello scorso ottobre, aveva impartito la raccomandazione di forte riduzione del TAC, se non di una vera e propria moratoria, riconoscendo peraltro ³una considerevole limitatezza dei dati per la valutazione dello stock² presi in esame per formulare il proprio parere.

In applicazione di un mero principio di precauzionalità e senza che l'ICCAT sia stata in grado di produrre una solida base scientifica dopo decenni di responsabilità nella gestione del tonno rosso, si tagliano insieme alle quote il reddito delle imprese e tanti posti di lavoro.

E¹ ormai di tutta evidenza che le decisioni assunte in sede ICCAT abbiano poco a che vedere con il perseguimento di una effettiva politica di conservazione dello stock di tonno rosso, ma che piuttosto siano il risultato del componimento di interessi neanche troppo oscuri. Ne è prova il fatto che non è stata tenuta in conto alcuno la proposta italiana di accedere alla moratoria piuttosto che ridurre allo stremo un settore produttivo, laddove forse emerso con evidenza uno stato di compromissione della specie ittica.

Al Ministro Zaia tutto l'apprezzamento di Federpesca per la coerenza e la sensibilità verso le esigenze di un comparto produttivo così importante e professionalmente evoluto.

 

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di Redazione
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