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Il Ministro è intervenuto al Forum di Confcommercio

Tremonti: "Contro la crisi dobbiamo essere ambiziosi"


Tremonti: 'Contro la crisi dobbiamo essere ambiziosi'
17/09/2010, 18:09

VENEZIA – "Una piccola lezione che viene dalla crisi è che è sempre meglio essere prudenti, non è immaginabile che con le statistiche si determini la realtà". Ha esordito con queste parole il Ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, intervenuto al Forum di Confcommercio a Venezia. Il ministro parla con franchezza e, forse per la prima volta, ammette di aver avuto paura che il tracollo finanziario della Grecia avvenuto a maggio potesse avere pesanti ripercussioni anche nel nostro Paese. “Del resto in quell'occasione abbiamo visto il collasso dell’economia europea come l’abbiamo costruita in questi decenni: un’economia purtroppo basata più sul debito che sulla ricchezza e più sul deficit che sul Pil”, puntualizza Tremonti, che tuttavia sottolinea come quella fase sia ormai in parte conclusa e come si debba ora pensare a strategie differenti per fortificare le politiche di bilancio. A tal proposito, in particolare, l’economista spiega che, dopo la crisi greca, è stato ampliato il ruolo della Banca Centrale Europea, è stato creato un fondo sovranazionale per i casi d’emergenza ed è stato riformato il patto di stabilità e crescita. Inoltre, i paesi si sono dotati anche internamente di una disciplina più rigida: “In sostanza ogni ministero si fa la sua finanziaria” – spiega –“ Si può anche non essere d’accordo con questo metodo, ma va ricordato che in tutta Europa oggi si fa così".
Strategie che per Tremonti dovrebbero consentire di “respirare” in caso di insorgenza di nuovi problemi. Certo, tutto questo da solo non basta a scongiurare un’ eventuale recessione. La “ricetta” del miglioramento, conclude il Ministro, è l’ambizione: "Noi siamo provinciali - ha detto il ministro - ma quando vai fuori ti dicono di essere ambizioso. Dobbiamo lasciare posizioni rinunciatarie". "Noi siamo un'economia che importa tutta l'energia e la importa pagando prezzi estremamente elevati. Le altre economie con cui competiamo hanno il nucleare, noi no. Se avessimo il nucleare avremmo un Pil diverso e probabilmente maggiore".

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di Ornella d'Anna
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