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L'ex ministro: "Servono più tagli, ma qualcosa andava fatto"

Tremonti: "Troppe tasse, probabile nuova manovra"


Tremonti: 'Troppe tasse, probabile nuova manovra'
18/12/2011, 17:12

MILANO - La definisce la manovra delle tasse. Certo, "andava fatta", ma non come è stata impacchettata dal Governo Monti: troppo sbilanciata sull'iva, sulla benzina, sulle bollette a sulle addizionali, “quindi colpisce tutti e soprattutto il lato basso”. Troppi balzelli che vanno a colpire chi in questi anni ha già dato, dunque. E pochi tagli, quelli che “andavano fatti” e che erano stati calendarizzati dal vecchio esecutivo. L’appuntamento da Lucia Annunziata, per l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è l’occasione per togliersi due sassolini dalle scarpe. Intervenendo a 'In mezz'ora' su Rai 3, l’ex titolare del dicastero ammette che “il rigore andava fatto”, soprattutto “riducendo la spesa pubblica come programmato da noi".
L'ex ministro del'Economia non era presente al voto di fiducia di ieri alla Camera per motivi di salute ma non svela come avrebbe votato: "Intanto non c'ero quindi è inutile fare ipotesi, quella manovra doveva essere fatta ma come tanti hanno detto è troppo sbilanciata dal lato delle tasse e abbastanza priva di altre cose che dovevano esserci. Non ci siamo sulla crescita".
"No, assolutamente no". Giulio Tremonti assicura di non essersi sentito vittima del cosiddetto 'metodo Boffo' da parte della sua stessa maggioranza quando era ministro dell'Economia ma ammette che nel centrodestra c'era una divisione: "La grande questione è stata il confronto tra due linee politiche: quella del rigore e della serietà e quella di chi da maggio in poi, perse le amministrative, voleva che si riducessero le tasse al buio, rinviando la manovra, e che chiedeva coraggio e non prudenza. Ma essendo chiaro che la crisi stava diventando sempre più grave era
forse il momento di mettere ancora più prudenza mentre il coraggio diventava incoscienza".
Quanto ai rapporti con Silvio Berlusconi l'ex ministro dell'Economia ha risposto: "In termini personali e umani sono stati sempre buoni, in termini politici" le cose sono peggiorate dopo maggio perchè fino ad allora "non è che io fossi rigoroso e gli altri no, anche perchè se non hai dietro il presidente del Consiglio non fai nulla. Da maggio in poi però la classe politica pensava di dover fare cose diverse, meno rigorose e infatti è stata questa l'immagine che abbiamo dato all'estero".
"E' molto probabile che ci sia un'altra manovra in base a questi dati. Penso che non sia giusto farla ma è probabile che ci sia" ha detto ancora l'ex ministro dell'Economia. "Contano più i mercati dell'Europa e non mi risulta che sui mercati le cose vadano bene" ha detto ancora Tremonti. "Quest'anno - dice - chiuderemo sicuramente, centrando obiettivo di finanza pubblica”. E ancora: "Se il problema è la crescita il mio consiglio è di non partire dalle liberalizzazioni, dalle minime norme settore per settore ma di introdurre tutti insieme il principio di libertà in Costituzione. Il nodo di Gordio - ha proseguito l’ex ministro Tremonti - tu non lo sciogli, lo devi spezzare. In questo momento siamo soffocati da troppi vincoli, il problema è l’eccesso di regole e di burocrazia. Io ho sempre tentato di fare le liberalizzazioni. Alcune sono state bloccate, vedo che a Monti non è andata meglio. Credo che il problema non sia dare più poteri all’Antitrust, il problema è generale ed è un problema di libertà in un paese in cui non puoi fare un muretto divisorio che non sia vietato". "Quando ho capito che la via non era quella dei singoli e specifici interventi - ha sottolineato Tremonti - ho proposto la modifica dell’articolo 41 della Costituzione per stabilire che tutto è libero tranne ciò che è vietato. Questo principio è la via maestra se vuoi far ripartire l’economia. O fai così o ti impantani in piccoli interventi".

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di Davide Gambardella
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