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Chiamate al risarcimento principali artefici crisi mondiale

UE, pronta la tassa sulle banche


UE, pronta la tassa sulle banche
17/06/2010, 21:06

BRUXELLES - L’intesa è stata raggiunta. I leader dell’UE si dicono pronti all’introduzione di una tassa sulle banche. Gran parte del lavoro, ora, si deciderà nel G20 di Toronto. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha messo in chiaro che se anche il G20 non dovesse appoggiarla, la Ue andrà avanti da sola e la tassa potrebbe entrare in vigore già nel 2012. Si tratta di un “prelievo” sugli istituti finanziari per far sì che contribuiscano al costo della crisi: l'idea era già nella bozza di conclusioni discussa questa mattina dai capi di Stato e di governo dei 27 Paesi dell'Unione Europea. Una sorta di penitenza per alcuni dei principali artefici della crisi mondiale. “Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato”, ha affermato la Merkel, sostenendo “l'idea sia di una tassa sulle banche sia di una tassa sulle transazioni finanziarie”. Il consiglio europeo intende inoltre rafforzare la parte sia preventiva che correttiva del Patto di stabilità e crescita con possibili sanzioni o incentivi collegati al risanamento dei conti pubblici. Intanto sono vari i pareri sul tavolo dei leader dell’UE. Tanti ancora i punti da discutere per una tassa che punta a cambiare la storia dell’economia europea. Per il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, “il taglio dei bilanci non deve soffocare la crescita”. Mentre l'Ocse avverte: “Non si può fare tutto solo riducendo la spesa, si deve fare in qualche modo anche aumentando le imposte”. Più severo il parere di chi ancora non fa parte della famiglia della moneta unica. Il primo ministro britannico, David Cameron, ha infatti affermato che “Londra non sosterrà mai un trasferimento di poteri da Westminster a Bruxelles”. Cameron ha anche ribadito che la sterlina “non entrerà a fare parte della moneta unica”, ma ha accolto con favore “la decisione di non appoggiare l'ipotesi di creare nuove istituzioni per il governo dell'economia e l'accordo raggiunto affinché sull'esame delle manovre Bruxelles tenga conto delle prerogative nazionali”. Quanto all’Italia, Franco Frattini ha fatto il punto della situazione: “La maggiore resistenza è già stata espressa dalla Germania che ha un debito privato molto grande ma una perplessità così forte non è stata espressa finora da nessun altro paese. La Francia è possibilista. Belgio, Polonia e Spagna sono a favore. Ed anche l’Italia lo è”. Il prelievo sulle banche, si sottolinea nel documento è comunque un lavoro che i 27 vogliono portare avanti con “urgenza”. Da valutare ancora quali dovranno essere le caratteristiche del prelievo e le questioni relative a “condizioni di parità” nella sua applicazione. Ma per questi punti l’appuntamento sarà rimandato al vertice che si terrà il prossimo ottobre.

 

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di Salvatore Formisano
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