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Un autunno difficile sia per la crisi economica che perchè è messa in discussione la libertà di informazione.


Un autunno difficile sia per la crisi economica che perchè è messa in discussione la libertà di informazione.
05/09/2009, 08:09

 

L’AUTUNNO SI ANNUNCIA DIFFICILE, PER LA CRISI ECONOMICA E PER LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.


 

L’informazione è lo strumento più importante per garantire il più ampio esercizio della democrazia da parte dei cittadini. La democrazia si alimenta con una informazione continua e precisa, che consente alla collettività di leggere quello che, quotidianamente, avviene nella società.

L’informazione è necessaria per formarsi una opinione, utile per assumere delle scelte per definire il miglioramento delle condizioni di vita di tutti, per superare insieme una particolare fase critica, per conquistare e garantire il benessere sociale.

Quando si tenta, in qualsiasi modo di indirizzare l’informazione verso una impostazione precostituita, imporre una visione di parte della società, si vuole raggiungere l’obbiettivo di condizionare l’opinione pubblica, per costringerla ad assumere scelte affrettate e non sempre compatibili con il benessere generale.

L’unico modo per garantire la democrazia è quello di assicurare una informazione pluralista, libera e completa.

In questo momento in Italia, queste condizioni non sono garantite, perché il Presidente del Consiglio è, di fatto, proprietario di un gran numero di giornali quotidiani e settimanali, delle più importanti case editrici e della più grande azienda televisiva privata italiana.

Ma tutto ciò non basta! Il Presidente del Consiglio, attraverso il suo potere politico, controlla la RAI determinando sia la scelta dei direttori dei telegiornali che i palinsesti.

Gli unici giornali che non controlla, sono stati oggetto negli ultimi giorni di querele e denuncie perché, a suo dire, è stato diffamato.

Nel frattempo il suo fedele Feltri, assunto al Giornale il 22 Agosto, dopo soli 5 giorni pubblica un falso dossier contro il direttore dell’Avvenire, giornale della Conferenza Episcopale, provocando le dimissioni del suo direttore, diffamato ed ingiuriato nel modo peggiore.

L’obbiettivo principale è quello di non far rendere conto, l Presidente del Consiglio, delle sue malefatte.

Nessuno deve informare l’opinione pubblica, sulle sue squallide avventure con ragazze minorenni e prostitute, che insieme alle sue vicende penali, dalle quali si è salvato a forza di leggi ad personam, disegnano il profilo di un capo di Governo, corrotto, disonesto ed immorale, che nessuno ci invidia.

L’altro obbiettivo per tenere sotto controllo l’informazione, è quello di non far passare troppe notizie sulle lotte dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, di precari che restano senza impiego, di aziende che chiudono e dei negozi vuoti. Tutti segnali che dimostrano l’attualità di una crisi grave, che il Governo sta scaricando addosso ai lavoratori, alle categorie più deboli, ai giovani.

I telegiornali devono ripetere, invece, con assillante monotonia, le sciocchezze di Tremonti e Scajola, che continuano ad affermare che tutto va bene e che il nostro paese risponde meglio degli altri alla crisi. Una bugia grande come una casa!

In Europa si avvertono segnali di raffreddamento della crisi, perché l’economia francese e tedesca ha ripreso a marciare. Nella zona dell’Euro, secondo le stime della Banca Mondiale, quest’anno il PIL diminuirà del 3,9%, mentre i prezzi resteranno fermi.

In Italia, secondo quanto affermano le stime della Banca Mondiale, la diminuzione del PIL sarà del 5,2 %, che corrisponde ad una diminuzione della ricchezza prodotta dal nostro paese pari a 90 miliardi di euro. Una cifra enorme, una perdita tanto grave da far ritornare il valore del nostro PIL pro capite a quello del 2001 (Dati Confcommercio 2009). In pratica si sono persi in questa crisi dieci anni di crescita!

Il debito pubblico è aumentato del 5,4%, superando di oltre due punti i parametri dell’euro, il più alto tra i 27 paesi europei.

Per effetto di questi fenomeni, il debito pubblico crescerà sino ad arrivare a 1825 miliardi di euro, mentre il PIL si attesterà a 1640 miliardi di euro. In questo modo il debito pubblico segnerà una differenza di 185 miliardi di euro dalla ricchezza prodotta dal paese. Un divario molto difficile da colmare e che il paese non può sostenere a lungo. Ci aspettano, ancora anni di sacrifici e tasse.

Infine, in questo contesto, deve essere presa in considerazione, l’ultima sciocchezza detta dal ministro Scajola,: “ Il piccolo aumento dei prezzi che si è registrato nel mese di Agosto (pari allo 0,4%), è un segnale che è iniziata la ripresa economica”. Ma come, in presenza di una chiara flessione del commercio, aumenta l’inflazione? L’aumento dei prezzi, è dovuto all’aumento dei costi dei prodotti petroliferi, su cui la speculazione non accenna a diminuire.

Sono in crisi decine di migliaia di picole e medie imprese, mentre la grande industria ha già datto registrare un aumento del ricorso alla Cassa Integrazione, di ben tre volte superiore a quella dell’anno scorso. Sono ben un milione e mezzo i lavoratori che sono sul punto di perdere il posto di lavoro e le lotte di queste ultime settimane dimostrano la gravità della crisi che stiamo attraversando. Se alla recessione si aggiunge anche un rischio serio di aumento dei prezzi, ci troveremo in condizioni tanto complesse e tanto difficili che per superarle non basteranno sola qualche stupida battuta di qualche mediocre Ministro.

Le lotte di queste ultime settimane devono trovare uno sbocco unitario e nazionale, non si esce dalla crisi da soli e non si risolvono i problemi solo in una regione. In queste ultime settimane si è rotta la società italiana, in maniera chiara e definitiva, esistono diverse Italie, quella che pensa di uscire dalla crisi a discapito degli altri e quella che pensa che dalla crisi si possa uscire con un paese migliore, più unito e solidale, più moderno e democratico.

Attorno alla libertà della informazione si gioca il futuro del nostro paese, ci sarà una prima manifestazione a metà Settembre, che dovrà essere diffusa e alla quale bisognerà partecipare con convinta adesione. Ci aspetta un futuro di lotte e di sacrifici a cui ci costringe un Governo Nazionale immorale ed incapace.

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di Raffaele Pirozzi
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