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Secondo il Corriere, Monti ha mostrato ad Obama la soluzione

Un piano dell'Italia per salvare l'euro?


Un piano dell'Italia per salvare l'euro?
19/05/2012, 14:05

WASHINGTON (USA) - Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio Mario Monti non è andato a mani vuote dal Presidente statunitense Barack Obama. Ha portato con sè un piano, redatto da Bankitalia, per salvare l'euro. Non necessariamente i Paesi che ne fanno parte, ma la struttura in generale.
Il piano si divide in varie fasi. Innanzitutto, interrompere i continui prelievi di danaro che vengono fatti da molti cittadini, soprattutto in Grecia e in Spagna. Infatti, come è noto, le banche non hanno materialmente il contante corrispondente all'insieme dei soldi depositati presso di loro. I continui prelievi stanno quindi creando delle crisi di liquidità, come quello che ha colpito Bankia, la terza banca spagnola per dimensioni. Ma anche dalla Grecia sono aumentate le richieste di contanti alla Bce. Ogni Paese ha comunque delle leggi che tutelano i correntisti delle banche, almeno fino ad un certo livello (in Italia sono tutelate le somme fino a 103 mila euro); l'idea italiana è quella di aggiungervi una garanzia ulteriore, comune a tutti gli Stati, in modo da supplire a quello che è il vero problema. E cioè: quanto è affidabile uno Stato? E' chiaro che un conto è la Grecia, un conto è la Germania. Ma creare una garanzia che protegga tutto, dovrebbe tranquillizzare i Paesi più deboli. A questo si potrebbero sommare altre iniezioni di liquidità della Bce, come quelle fatte a dicembre e a febbraio per un totale di 1000 miliardi di euro, che dovrebbero sistemare tutto.
Contemporaneamente il piano prevede anche una ricapitalizzazione delle banche in difficoltà ad opera del fondo Salvastati; una soluzione che attualmente è in contrasto con le normative del fondo stesso, il quale può dare soldi agli Stati ma non ai privati.
L'insieme di queste misure dovrebbe dare alle banche la solidità necessaria per sostenere gli Stati in difficoltà o, quanto meno, impedire che si diffonda il panico, in caso di default della Grecia.

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di Antonio Rispoli
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