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Una delle tante sciocchezze che girano su Internet

Una nuova follia proposta sul web: il "denaro di Stato"


Una nuova follia proposta sul web: il 'denaro di Stato'
25/03/2012, 19:03

In questi tempi di crisi, grazie alla scarsa o nulla informazione che c'è in TV e sui giornali, su Internet fioriscono teorie ed ipotesi sui più svariati argomenti; ognuna di esse propagandata con l'assoluta certezza della Verità, ma spesso senza alcuna prova. In particolare, in campo economico, visto che l'economia è il settore che in questo momento interessa di più per ovvi motivi.
Tra le teorie più frequenti in campo economico, c'è quella che addebita tutte le colpe della crisi alle banche, a cominciare dalla Bce. O direttamente, legandole alle speculazioni fatte sui mercati internazionali e ai derivati; o indirettamente, legandole all'attività di emissione delle banconote.
Coloro che sostengono quest'ultima idea - che possono riconoscersi nelle teorie del signoraggio come l'ha raccontata il professore Giacinto Auriti e nelle teorie della "Modern Monetary Theory", che hanno trovato nel giornalista Paolo Barnard un buon propagandista - quando parlano della soluzione alla crisi, la trovano nel "denaro di Stato". Cioè secondo loro, lo Stato dovrebbe stampare denaro extra, rispetto a quello che usiamo normalmente. Questo denaro - secondo i sostenitori di questa teoria - non porterebbe un aumento del debito, in quanto è denaro che non è garantito da titoli di Stato; ma contemporaneamente consentirebbe un aumento deldenaro circolante e questo stimolerebbe l'economia. E portano l'esempio delle vecchie banconote da 500 lire (stampate per una ventina di anni) a cui taluno riconduce la causa del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro; oppure di quello di un progetto di legge, presentato al Parlamento americano dall'allora Presidente John Fitzgerald Kennedy, con cui si proponeva il conio di monete da 2 dollari in argento o garantite comunque dalle riserve nazioni di metallo prezioso. Progetto di legge che, secondo questa versione, sarebbe costata la vita anche al Presidente statunitense, ucciso a Dallas nel 1963.
Ora, tralasciamo tutte le discussioni sulla verosimiglianza o meno delle teorie per cui le motivazioni di questi due omicidi eccellenti possano essere collegati all'idea di creare moneta in modo "atipico" e concentriamoci su un punto. Queste teorie del denaro "di Stato" si appoggiano su qualcosa di solido oppure sono campate in aria?
Dipende da che sistema economico stiamo esaminando. In una economia totalmente autarchica (cioè un Paese che produce tutto quello che consuma) è una buona soluzione: si crea questa moneta, ad uso e consumo esclusivamente interno, lo Stato - se guidato da persone assolutamente capaci ed oneste - ne stampa la quantità indispensabile per evitare abusi ed accumuli, e quindi va tutto bene.
Ma oggi al mondo non esiste nessun Paese autarchico, nè può esistere, dato che la nostra attuale tecnologia richiede sostanze che nessun Paese ha tutte al proprio interno. Quindi bisogna pensare a che succederebbe introducendo questa moneta nei circuiti internazionali.
Ci sono due tipologie di carta moneta, nella storia umana. Il primo e più antico tipo è quello di una carta moneta garantita da ricchezze concrete. Una volta, quando c'era la cosiddetta "convertibilità aurea", le banche potevano emettere carta moneta solo in proporzione alla quantità di oro ed argento che possedevano nelle loro casseforti. Inizialmente la proporzione era di 1:1 (cioè si potevano emettere banconote solo per un valore esattamente uguale alla quantità di oro ed argento posseduta), Ma poi, nel corso del tempo inevitabilmente questa quantità cambiava, dato che la tentazione di stampare nuove banconote per mettere a posto i propri problemi o aumentare i guadagni era troppo forte. Ma oggi una banconota garantita dall'oro è molto difficile, perchè il commercio internazionale riguarda quantità di denaro così elevate, che non basta tutto l'oro del mondo a coprirli. Anche l'Italia, che pure ha quantità elevatissime di oro depositate presso la Banca d'Italia, non ne ha abbastanza neanche da coprire il 10% del proprio debito pubblico. Questa moneta quindi potrebbe vivere sui mercati internazionali, ma sarebbe sempre una vita "di nicchia", pochi la potrebbero usare. E in breve finirebbe per essere accumulata dalle banche internazionali come "riserva monetaria" di lusso. Oppure verrebbe usata per prendersi l'oro italiano: arriva la banca X, della Cina o dell'India, con un miliardo di banconote e chiede di convertirli in oro. E questa sarebe la fine della solidità della suddetta moneta.
La seconda tipologia è quella di una moneta garantita dalla fiducia. E' quello che avviene oggi per tutte le banconote al mondo: il valore reciproco che assumono le varie monete dipende da quanta fiducia c'è nel fatto che la Banca Centrale che la emette continuerà ad esistere; e con essa il Paese che la ospita. Per questo la crisi dell'Europa tende a far scendere il valore della nostra moneta, per esempio. In questa ottica, una moneta emessa "dallo Stato" (quindi da una banca centrale totalmente sotto il controllo dello Stato e non - come avviene per Bankitalia e la Bce - con una parte o tutto il pacchetto azionario nelle mani dei privati) avrà un valore diverso a seconda di quanta fiducia c'è nello Stato.
Allora la domanda successiva è: quanta fiducia c'è nell'Italia sui mercati internazionali? Chiaramente adesso è difficile fare valutazioni, dato che l'unico dato che si potrebbe prendere come riferimento - il livello dei tassi di interese sui titoli di Stato - è drogato sia dal fatto che facciamo parte di una moneta unica, per cui il dato è migliore del normale; sia dal fatto che in questo momento le banche stanno inondando il mercato del titoli di Stato di euro. Il riferimento più vicino attendibile è quello degli interessi sui titoli di Stato alla fine degli anni '80 o all'inizio degli anni '90, cioè in un periodo precedente la crisi finanziaria del 1992 e in cui avevamo la lira. E allora avevamo il dollaro che oscillava tra le 1600 e le 2000 lire (ma era più forte di adesso, così come noi eravamo conomicamente più forti di adesso) e i tassi di interesse sistematicamente oltre il 10%. Quindi che cosa succederebbe se adottassimo questa "moneta di Stato"? Semplice: sarebbe una moneta che - nella migliore delle ipotesi - varrebbe meno della lira con cui entrammo in Europa nel 2001. Subito dopo, i tassi di interesse sui nostri titoli di Stato schizzerebbero alle stelle (e un punto percentuale in più sui titoli comporta per l'Italia un costo di circa 20 miliardi l'anno), probabilmente supererebbero il 20% e non il 5% di adesso, con un aggravio di 300 miliardi l'anno. Così come andrebbero alle stelle il prezzo della benzina (il petrolio si paga in dollari) e di tutti i prodotti importati, cioè il 99% di quello che compriamo abitualmente, cibo a parte (dato che noi ne produciamo parecchi). Questo porterà lo Stato a stampare più denaro, aggiungendo all'inflazione importata (cioè quella causata dall'aumnento di prezzo dei prodotti importati) altra inflazione. E nel giro di pochi anni (probabilmente ne basteranno 10) ci troveremmo nella situazione della Germania tra il 1918 e il 1923, dove si stampavano francobolli da un miliardo di marchi per spedire le lettere. E dove si andava a fare la spesa con una carriola o una cesta piena di banconote, tanto poco valevano.
Purtroppo queste sono facili previsioni, che dovrebbero esere prese in esame da chi diffonde queste bufale. Allora la domanda nasce spontanea: ma è possibile che siano così idioti d ignoranti da scrivere articoli su cose che non conoscono? Oppure stanno semplicemente facendo disinformazione, per togliere credibilità ad Internet? Sarebbe interessante saperlo.

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di Antonio Rispoli
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