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Forse giovedì l'annuncio

UniCredit, nodo presidenza da sciogliere, rush finale

In lizza ci sono: Tantazzi, Gros Pietro, Vita e Tononi

UniCredit, nodo presidenza da sciogliere, rush finale
10/04/2012, 20:04

MILANO - Nodo sulla presidenza di Unicredit alle battute finali. Quattro i papabili e su cui si scommette da settimane. Tre settantenni, e cioè Angelo Tantazzi (ex presidente di Borsa Italiana), Gian Maria Gros Pietro (candidato anche per la provincia di Torino alla Compagnia di San Paolo), Giuseppe Vita (al vertice di Axel Spinger e di Allianz Italia), e il quarantottenne Massimo Tononi, ex Goldman Sachs ora alla presidenza della Borsa. Giovedì è in programma un nuovo summit delle fondazioni, probabilmente allargato ai soci privati, con l'obiettivo di arrivare ad una posizione comune. Mentre nelle stessa giornata è in calendario un comitato governance in previsione del cda del 19 aprile. Riunioni che potrebbero anche intrecciarsi in vista di una fumata bianca. I soci di Piazza Cordusio hanno, comunque, tempo fino a lunedì per limare e presentare la lista per il nuovo board con il nome del successore di Dieter Rampl. Tra gli azionisti continuano quotidianamente i contatti, anche informali, mentre il vicepresidente di Unicredit, Vincenzo Calandra Buonaura, è chiamato a raccogliere le diverse indicazioni dell'azionariato per arrivare a un candidato condiviso. Nell'incontro che ha preceduto la pausa pasquale le fondazioni non hanno raggiunto un'intesa, anche perchè frenate da un confronto serrato su chi, tra gli enti più piccoli, debba fare un passo indietro in un board che sarà ridotto a 19 componenti. Ne potrebbero fare così le spese Manodori e la Fondazione Bds, mentre a Cariverona, Crt e CariMonte potrebbero andare 6 posti in consiglio. In questo contesto c'è anche da vedere come finirà la partita sulla presidenza e di conseguenza quella sulle vicepresidenze e, in particolare, su chi sarà il vicario. È poi da capire che cosa accadrà della posizione di Tripoli, diluita post aumento e con l'1,2% della Lia sequestrato dalla Guardia di Finanza. C'è chi scommette anche che la Libia possa perdere il posto in consiglio anche perchè, tra i soci esteri, quello di maggior peso ora è Aabar. E non è da escludere che anche BlackRock e Capital Research rivendichino una poltrona, forti rispettivamente di quote pari al 3,1% e al 2,7 per cento. Ci sono poi da considerare le quote rosa: quattro i posti a disposizione dai tre attuali. Tra questi l'indipendente Lucrezia Riechlin ed Helga Jung, membro del Management Board di Allianz, sembrano sicure del rinnovo. 

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di Valerio Esca
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